Il Tirreno

Lo sfogo del padre

«Ci aspettiamo che il Comune prenda dei provvedimenti»

«Ci aspettiamo che il Comune prenda dei provvedimenti»

CECINA. Affacciati sulla soglia dell’aula del tribunale. Ammassati nel corridoio. Per ore stanno in silenzio. In piedi. Nessun commento, ma qualche smorfia tradisce la fatica a trattenersi quando nel...

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CECINA. Affacciati sulla soglia dell’aula del tribunale. Ammassati nel corridoio. Per ore stanno in silenzio. In piedi. Nessun commento, ma qualche smorfia tradisce la fatica a trattenersi quando nel dibattimento c’è chi prova ad alleggerire le posizioni degli imputati. Tanti gli amici che si sono stretti intorno alla famiglia Ameruso. C’è anche Paolo, testimone silenzioso. Costretto dalle lesioni riportate nell’incidente a una posizione improbabile. Ed è una realtà che richiama alla responsabilità di chi deve accertare la verità processuale. Non tutta.

Sul caso di Paolo Ameruso sono aperti in procura a Livorno anche due fascicoli per abuso d’ufficio e omissione di soccorso. Iscritti al registro degli indagati l’attuale comandante della polizia municipale di Cecina, Graziano Costagli, sua moglie e collega Maura Onorati e l’ispettore Stefano Michelacci (ex comandante a Riparbella, ora all’Unione dei Colli pisani). Il pm Fiorenza Marrara contesta ai tre agenti reati che vanno, a vario titolo, dall’abuso d’ufficio all’omissione di soccorso per l’incidente al Paratino del 14 dicembre 2011. Il processo al tribunale di Livorno prenderà il via tra un paio di settimane.

Nessuno esulta alla sentenza. Il babbo di Paolo, Antonio Ameruso sottolinea che non è stato facile mantenere ferma la fiducia nelle istituzioni. «Un processo in salita, in cui la verità alla fine è venuta a galla – dice –. Adesso ci aspettiamo che vengano presi provvedimenti anche da parte dell’amministrazione comunale». Il pensiero è alla vita stravolta di Paolo e della sua famiglia. Un accenno nella sua requisitoria lo fa l’avvocato di Paolo, Patrizia Cecconi: «Non può mai essere lasciato solo, non è in grado di nutrirsi autonomamente e necessita di un accudimento completo. Alterna momenti di veglia al sonno, è un po’ come un neonato». (m.m.)

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di Redazione Pisa