Sicurezza
Varo Village, caso ancora aperto
La Procura ne contesta l’ampliamento, i titolari accusano il Comune
MARINA DI BIBBONA. C’è un’altra inchiesta che pende sulla famiglia Macchi ed è quella legata all’ampliamento del Varo Village, l’hotel villaggio di Marina di Bibbona. Un’inchiesta della Procura della Repubblica di Livorno dalla quale Macchi si difende a denti stretti. Anzi, contrattacca, citando in giudizio (lo ha fatto nel luglio del 2012) l’amministrazione comunale di Bibbna. Perché, a suo dire, quei terreni su cui adesso si è esteso il villaggio sarebbero di sua proprietà. E comunque lo sarebbero diventati esercitando l’usucapione nei confronti del primo possessore, il comune di Bibbona.
Però l’indagine della procura è stata aperta, ci sono stati sopralluoghi dei vigili urbani, ci sono stati rapporti nelle quali sarebbero state individuate opere che erano state realizzate in assenza di autorzzazioni. Macchi ha sempre replicato. Ci sono state ordinanze di demolzioni e ritiro delle autorizzazioni, poi rientrate. Insomma, sulla vicenda del Varo Village si sono consumati fiumi di inchiostro con polemiche e scontri che hanno investito anche l’aula di palazzo civico impegnando minoranza e maggioranza.
La situazione, intanto, è ingessata: sul Varo Village pesa ancora l’ordinanza di demolizione che però è sospesa in attesa che la magistratura concluda gli accertamenti sulla causa che riguarda l’usucapione dei terreni (un pezzo di pineta che fiancheggia il mare). Con Varo Jr. che ripete di aver costruito, sì, ma nella sua proprietà.(a.r.)
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