Il Tirreno

«Nessun incidente in Solvay»

La società chimica risponde alle dichiarazioni di Marchi, da cui si dissocia Ona

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ROSIGNANO. «Non si è verificato alcun incidente (tantomeno grave) negli impianti dello stabilimento Solvay, che abbia potuto anche solo lontanamente compromettere la sicurezza del personale e la tutela dell’ambiente». Risponde così la società Solvay alle accuse mosse da Maurizio Marchi di Medicina democratica, che nei giorni aveva dato notizia di un incidente grave dentro lo stabilimento. Accuse che in un primo momento, stando al comunicato inviato da Marchi, arrivavano anche da Antonella Franchi dell’Ona. L’Osservatorio nazionale amianto invece fa sapere senza mezzi termini di «non aver emesso alcun comunicato stampa in tal senso» e di «disconoscere qualsiasi dichiarazione fosse stata rilasciata da terzi privi di poteri rappresentativi dell’associazione», come precisa l’avvocato Ezio Bonanni presidente nazionale dell’Ona.

Che il coinvolgimento dell’Ona sia frutto di un disguido lo vogliono precisare anche Marchi e Franchi che, si legge in una nota «dichiarano congiuntamente di essersi fraintesi sulla condivisione dell’articolo. Pertanto esso rimane firmato solo da Medicina democratica nella persona di Maurizio Marchi».

Intanto Solvay prosegue spiegando che non c’è stato alcun incidente «che comportasse la necessità di attivare le opportune comunicazioni verso le istituzioni e gli organi di controllo». Poi i vertici di via Piave spiegano che «lo scorso 26 dicembre si è verificata un’anomalia sulla rete vapore dello stabilimento, che ha comportato la temporanea fermata di alcuni impianti e la messa fuori servizio di due apparecchiature dell’impianto sodiera, con conseguente sua riduzione di marcia; l’anomalia sulla rete vapore è stata prontamente rilevata e risolta in meno di un’ora, secondo le procedure in essere». E ancora Solvay precisa che «il ripristino delle apparecchiature coinvolte è stato reso successivamente possibile grazie alla competenza ed alla dedizione del personale Solvay e delle ditte esterne interessate, che hanno lavorato per ripristinare al più presto la massima capacità produttiva». Solvay fa ancora sapere che «non esiste alcun collegamento tra l’evento sopra descritto ed i sistemi di retribuzione del personale Solvay; ogni scadenza contrattuale è stata totalmente e pienamente rispettata; affermazioni quali, a puro titolo di esempio: “…rottura in diversi punti, con fuoriuscite a pressione…”, “Sembra che Solvay abbia valutato il danno in 5 milioni di euro, per pagare i quali sia stato rinviato a marzo il pagamento del premio di produzione – di solito pagato a Natale – di circa 300 euro a lavoratore”, sono da ritenersi assolutamente prive di fondamento». A tutela della propria immagine e per un senso di rispetto verso i propri dipendenti Solvay intende procedere per vie legali.

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