Il Tirreno

L’ex agente immobiliare tra viaggi, feste ed affari

di Andrea Rocchi

Chi è l’uomo nel mirino delle Fiamme Gialle: 43 anni, cecinese, residente a Bibbona Nel 2008 fece arrivare il vice presidente della Liberia Boakai a parlare coi sindaci

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BIBBONA. Quarantatre anni, nato a Cecina ma residente a Bibbona, ex agente immobiliare, un diploma di geometra in mano e la folgorazione sulla via della Liberia. Come è successo? Lo raccontò lui stesso sette anni fa al nostro cronista, dopo che nel 2004 era stato nominato "ambasciatore at large" ("Ero il secondo ambasciatore più giovane in Europa dopo il nipote di Clinton", ci disse, pur trattandosi di un titolo equiparabile ad un’onorificenza). Fu ad un ricevimento a Parigi, organizzato dall'Unesco, che entrò in contatto con un decano del corpo diplomatico della Liberia. Ci fu subito la scintilla, un viaggio a Monrovia e l'incarico conferito dal ministero del commercio liberiano (vice commissario agli affari marittimi). Quindi successivamente l’incarico di “rappresentante diplomatico” in alcuni stati dove era assente la missione liberiana. E il “titolo” di rappresentante per l'Italia, la Spagna, la Croazia e la Francia del Bureau of Marittime Affairs, l'organismo liberiano di riferimento per la flotta liberiana, una delle più imponenti nel mondo con 2093 navi e la seconda per tonnellaggio diero a Panama.

Una vita tra viaggi, cene di gala, incontri e rapporti istituzionali (con enti pubblici, rappresentanze del governo, forze dell’ordine) ma anche affari. Come quelli edilizi che legano il nome di Varo junior ( Varo era il nome del nonno paterno) alla struttura turistica del Varo Village, al Forte. Villaggio finito nel mirino della Procura della Repubblica che nel 2012 ne ha contestato un'ampliamento "illegittimo", su terreni comunali. E la realizzazione di alcuni manufatti ritenuti da abbattere.

Un'accusa che non lo ha visto direttamente coinvolto nell'indagine (la società titolare del Varo Village , la 3M Immobiliare Sas era intestata a Mauro Macchi), ma che lo stesso Varo ha sempre respinto. Tanto da intraprendere successivamente, di fronte ad un'ordinanza di demolizione di alcune opere realizzate all’interno del villaggio, una guerra contro il Comune ritenendo i terreni soggetti all'ampliamento ormai passati di proprietà (dall'ente pubblico alla società dei Macchi) per usucapione. Vicenda ingarbugliata, che è ancora in corso mentre - secondo gli accertamenti eseguiti dalle Fiamme Gialle - le società riconducibili a Varo Junior stavano progressivamente accumulando debiti fino al fallimento come è poi emerso dall’operazione “The Ambassador”. Personaggio affabile, dai modi cortesi, gentile, capace di intessere una tela di relazioni anche di un certo livello. Eppure, secondo i finanzieri che hanno condotto l’indagine, un evasore fiscale che ha indotto al fallimento alcune delle aziende di famiglia distraendo denar.

Di Varo Junior si ricorda anche un episodio in cui, a Roma, si trasformò in una sorta di 007 facendo scoprire alla polstrada un traffico di patenti, certificati e targhe false appartenenti alla Liberia. Inchiesta che portò alla denuncia per ricettazione e falso di cinque uomini e la stretta di mano delle autorità liberiana a Varo Junior. Senza dimenticare l’impegno profuso nell’organizzare happenig ed eventi.

Instancabile Macchi. Come nel settembre del 2008 quando fece arrivare a Bibbona e poi a Cecina il vice presidente della Repubblica della Liberia Joseph Boakai. Si parlò di “un ponte tra la comunita cecinese e quella liberiana”. E fu un fiorire di strette di mano. Solo due anni dopo i finanzieri cominciavano a mettere gli occhi sul l’immobiliarista- diplomatico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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