Attenzione
Arrestato Varo Macchi jr
Evasione fiscale e bancarotta fraudolenta: l’indagine della Gdf sull’ “ambasciatore”
BIBBONA. Tutto è partito da un semplice accertamento fiscale nell’ufficio di via delle Cateratte a Livorno. Qui Varo Macchi jr (il nome lo ha ereditato dal nonno paterno) ricopriva un incarico tecnico di responsabile dell’ufficio marittimo della Repubblica della Liberia. In sostanza si occupava di riscuotere l’imposta per le imbarcazioni battenti bandiera liberiana in stazionamento nel porto livornese. E’ proprio dai soldi, dagli emolumenti percepiti da Macchi per questo incarico, che le Fiamme Gialle sono risalite a due società riconducibili all’imprenditore cecinese, residente a Marina di Bibbona, individuando movimenti sospetti e distrazioni di fondi e scoprendo debiti che la Finanza quantifica in 13 milioni.
Alla fine dell’inchiesta, partita nel 2010 ma che ha vissuto più tappe il Gip di Livorno ha deciso l’arresto dell’”ambasciatore at large”: per lui la misura dei domiciliari. Deve rispondere di evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e presentazione di documentazione falsa. In soldoni, avrebbe omesso di dichiarare al fisco 900.000 euro di stipendio ricevuto dallo stato liberiano, avrebbe distratto per esigenze del tutto personali ed estranee all’attività di impresa risorse finanziarie dalle società a lui riconducibili (Majora 2001Srl e 3M Immobiliare Sas) generando debiti per 13 milioni e portandole al fallimento. Poi, proprio per evitare il crak di una di esse (nella fattispecie la 3M Immobiliare titolare del Varo Village, l’hotel villaggio di Marina del Forte), avrebbe fatto un ulteriore pasticcio. Ovvero avrebbe cercato di accedere alla procedura del concordato preventivo ma in modo fraudolento, cioè producendo fatture e contabili bancarie risultate poi false.
Si è chiuso così il cerchio attorno all’operazione “The Ambassador” (il Macchi vantava un titolo onorifico di ambasciatore at large e rapporti diplomatici con la Repubblica della Liberia), un’indagine condotta dai militari della Tenenza di Cecina guidati dal comandante Pierdario Fasciano che ha vissuto momenti diversi. E’ iniziata da una banalissima verifica fiscale sulla persona fisica, da un’ispezione di polizia tributaria nell’ufficio livornese di via delle Cateratte. Qui i finanzieri mettono gli occhi su emolumenti non dichiarati al fisco italiano per circa 900.000 euro. Soldi che Macchi riceve come compensodi responsabile dell’ufficio dello Stato liberiano nel porto livornese. Macchi, durante l’accertamento, si difende sostenendo che questi redditi beneficiano di esenzione visto che lo stesso esercita un ruolo di diplomatico accreditato. Per i finanzieri, che eseguono accurate verifiche, non è così: Macchi non ricoprirebbe nessuno degli incarichi indicati dall’art.4 del Dpr 601 del 1973 che esenta ambasciatori, consoli e agenti diplomatici accreditati.
L’azione dei finanzieri cecinesi non si arresta tuttavia a Livorno ma prosegue a Bibbona dove la famiglia Macchi possiede il Varo Village, un villaggio-residence a due passi dal mare al Forte di Bibbona. E’ durante un controllo tributario che i militari rivelano “anomalie nei flussi di denaro intercorsi tra l’imprenditore e due società a lui riconducibili”. Per i finanzieri ci sono inoltre distrazioni di denaro per finalità diverse dall’esercizio di impresa nonchè “una grave insolvenza finanziaria e consistenti debiti tributari” (si parla di 13 milion). Così, su istanza del pubblico ministero Luca Masini il Tribunale di Livorno dichiara il fallimento della Majora 2001 srl e 3M Immobiliare Sas. Solo che, per evitare il fallimento, Macchi prova la strada del concordato preventivo che gli avrebbe consentito di sanare la posizione debitoria. Solo che quei documenti che produce, all’esame dei finanzieri, risultano fasulli. L’attività di polizia giudiziaria ha consentito poi di focalizzare l’attenzione su alcune poste patrimoniali utilizzate per mascherare movimenti estranei all’attività d’impresa. Alla fine risulterebbero debiti per oltre 13 milioni e distrazioni di denaro delle due società per circa 800.000 euro.
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