Il Tirreno

I ragazzi in uniforme e fazzolettone amaranto che compiono 70 anni

di Andrea Rocchi
I ragazzi in uniforme e fazzolettone amaranto che compiono 70 anni

L’Agesci celebra la nascita del gruppo Rosignano 1 e i 15 anni del Rosignano 2: sabato primo incontro

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ROSIGNANO. Il primo boy scout col fazzolettone amaranto si chiamava - guarda un po’ - Primo: Primo Creatini, per l’appunto. Poi c’erano Primo Capitani, Fulvio Montagnani e via via gli altri. Vale a dire Franco Pardini, Luciano Pagni, Franco Franchi (detto Pio). Il gruppetto presto si allargò. Pantaloncini corti, calzettoni al ginocchio, una camicia kaki tipo militare, scarponcelli (poi arriveranno gli anfibi). Come scriveva Franco Tarchi (ed oggi ben riassume Massimo Osti nel sito internet dell’Agesci Rosignano 1), “sembravano piccoli balilla”. Ma col fascismo, chiariamo subito, avevano ben poco da spartire. Quasi nulla. Semmai erano stati proprio i balilla a scimmiottare i boys scouts e l’iconografia costruita attorno alla figura del loro fondatore, Sir Robert Baden Powell al quale oggi a Rosignano è stata anche dedicata una via.

Chi era costui? E’ stato un generale, un educatore, uno scrittore inglese, ha combattuto in India ed in Sud Africa dove si è distinto nella guerra contro i Boeri (nelle azioni militari brillò per strategia ed originalità), ma è noto soprattutto per essere stato il fondatore, nel 1907, del movimento mondiale dello scautismo. Per i meriti riconosciutigli in ordine alla fondazione e alla diffusione di questa esperienza, gli furono conferiti i titoli di Baronetto e di Lord. Oggi gli scout di tutto il mondo lo chiamano più semplicemente B.P. (come era solito abbreviare la sua firma).

Ma torniamo a Rosignano. «Questa lunga ed entusiasmante storia - racconta ancora Massimo Osti - inizia di giovedì, il 28 ottobre 1926; quel giorno Don Ezio Rivera arriva a Rosignano ed il primo novembre dello stesso anno comincia la sua funzione pastorale. Don Ezio proveniva da Livorno, dove era stato consacrato sacerdote nel 1920 e dove esercitava il suo ministero nella Parrocchia di San Giuseppe. Qui aveva anche potuto assistere e partecipare alle prime fasi di vita del gruppo Livorno 1°, il primo nella zona, fondato il 12 agosto 1922 per volere di un gruppo di cattolici livornesi che, durante il Congresso Eucaristico Internazionale che si era tenuto a Roma, erano rimasti colpiti ed entusiasmati dall' attività degli esploratori dell' Asci, associazione scout nata in Italia nel 1916».

Da quel 12 agosto lo scoutismo comincia a mettere radici e a crescere nel territorio, tanto che alla fine del 1923 a Livorno ci sono otto Riparti (oggi si chiamo Reparti) e altri tre cittadini se ne aggiungono all’inizio del 1924. «In provincia - scrive ancora Osti - ne nascono a Collesalvetti, Piombino, Rio Marina e Capoliveri. Tutto sembra andare per il meglio ma la doccia fredda arriva nel 1928. Il 30 marzo di quell'anno, il Consiglio dei Ministri approva il decreto-legge con il quale si decide in pratica la definitiva soppressione dell'Asci. Il silenziatore sullo scautismo - quella che Osti definisce la "Giungla silente"durerà, attraversando la seconda guerra mondiale, 16 anni, 11 mesi e 5 giorni. Si arriva così al 1945: Determinante, per far scoppiare la scintilla dello scoutismo, sarà una copia di “Scouting for boys” trovato chissà dove da Franco Pardini, (molto probabilmente un lascito delle truppe americane). Gli scout prendono vita all’interno di un gruppetto locale dei ragazzi dell’ Azione Cattolica, tra cui Fulvio Montagnani e Luciano Pagni. Proprio loro “si erano ricavati un piccolo spazio in un mezzanino della canonica in mezzo a candelabri e paramenti sacri dismessi”. A Don Ezio, che aveva la fiammella dello scautismo nel cuore, quell’attivismo di quei due giovani esploratori, non poteva restare indifferente. Fu così che fu fondato a Rosignano il primo reparto (anzi riparto) di Esploratori con le prime due squadriglie, Aquile e Leoni.

La storia dell’Agesci a Rosignano è lunga, costellata di avventure, aneddoti, progetti, missioni ed una valigia di ricordi ed emozioni che appartiene solo a chi lo scautismo lo ha praticato, o meglio, ne ha rapppresentato e ne rappreseta - ancora ggi - uno stile di vita (dalla “buona azione” dei Lupetti a fare sempre “del nostro meglio” come recita la promessa Agesci). Per non appesantirvi troppo la lettura con la storia del movimento, vi ricordiamo alcuni momenti essenziali. Come la scrittura dell’Inno voluto da don Ezio e composto dal maestro Piero Bentivoglio che recita così: Sulle rive del Tirreno, tra la Fine e Crepatura sotto l’ombra mite e pura della chiesa di Solvay, sorge umile una capanna, del giardino in mezzo ai fiori dei ragazzi Esploratori, sede e centro di lavor ! Altra tappa importante è la costituzione di un gruppo di più grandicelli che si organizzerà sotto il nome di clan. Il clan “Stella Alpina” del Rosignano 1° è nato infatti il 15 Novembre 1948. Il primo capo clan fu Piero Mercuriali a cui seguirà successivamente Gian Franco Pardera. Negli anni ’50 si costituirà il primo Branco (i Lupetti, i più piccoli, che vivono le emozioni del Libro della Giungla di Kypling). Da qui in poi per gli scouts a Rosignano è una costante crescita, numerica indubbiamente, ma anche nelle attività organizzate che si moltiplicano, con i campi estivi, le vacanze di branco, missioni, i jemboree. Tanto che nel 2000, vista la grande domanda di partecipazione all’attività scout, viene fondato un nuovo gruppo, il Rosignano 2, che cresce e si sviluppa attorno alla parrocchia di Santa Croce. Si calcola che dal 1965 ad oggi abbiano “transitato” attraverso il movimento scautistico rosignanese circa 1300 giovani: molti si sono impegnati in politica, come fece a suo tempo Nino Lipparoni, ex segretario della vecchia Dc locale. E più tardi Franco Falagiani che è stato assessore comunale al bilancio nella giunta Nenci (1999), Luca Arzilli, a lungo capogruppo dell’Agesci e vice sindaco sempre nella giunta Nenci. Ma anche Ivano Lazzerini, dirigente della Libertas ed amministratore della Cro. E molti altri. Tutti hanno indossato al collo la “promessa” e condiviso la proposta scout. Oggi gli scouts si suddividono in tre branche: la branca Lupetti e Coccinelle (L/C) - bambini/e dagli 8 agli 11/12 anni), branca Esploratori e Guide (E/G) - ragazzi/e dai 11/12 ai 16 anni, la branca Rover e Scolte (R/S) - giovani dai 16 ai 20/21 anni. Poi c’è la comunità capi alla quale si accede dopo un percorso di formazione che permette di formare educatori consapevoli. L'Agesci utilizza un metodo educativo ispirato dall'esperienza e dagli scritti di Robert Baden-Powell. I quattro punti cardini er B.P. erano salute e forza fisica, abilità manuale, formazione del carattere e servizio del prossimo. Ciò che in definitiva si proponeva Baden-Powell e che oggi si propone lo scautismo è di formare dei buoni cittadini, persone in grado di “lasciare il mondo almeno un po' migliore di come lo hanno trovato”. Il gioco, l’esperienza ed il contatto con la natura, la condivisione, lo sviluppo delle proprie abilità individuali, la dimensione del gruppo sono elementi che fanno parte del Dna di uno scout. La proposta educativa abbracia alcuni punti chiave: l’educazione alla vita all'aria aperta e all'essenzialità; l’educazione alla cittadinanza; l’educazione alla mondialità ed alla pace; l’educazione all'amore e coeducazione. l’educazione alla fede (proposta cattolica).

Per festeggiare i 70 anni dalla fondazione del primo gruppo (il Rosignano 1) e allo stesso tempo ricordare i 15 anni dalla nascita del Rosignano 2, gli scouts si danno appuntamento sabato prossimo per la prima delle iniziative che si chiuderanno col Natale Insieme 2015. Alle ore 14,45, il ritrovo per tutte le branche di entrambi i gruppi scout, sarà presso i prati sulla destra del Teatro Solvay, proprio là dove, 15 anni fa, il Rosignano 2 cominciava la sua avventura, esattamente il 29 gennaio del 2000. Anche i genitori dei ragazzi e tutti i vecchi scout che vorranno partecipare alla cerimonia saranno graditi ospiti. Si svolgeranno giochi ed una sorta di caccia al tesoro per trovare i pezzi che comporranno il logo dei 70 anni. La giornata terminerà intorno alle ore 19 dopo la Messa delle 18 in Santa Croce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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