Sicurezza
Niente slot nel bar dei campi da tennis
Stretta delll'amministrrazione Bandini nel bando di gara per assegnare la gestione della struttura: "Per gli altri esercizi ci rimettiamo alla sensibilità dei titolari"
SAN VINCENZO. La linea è ferma. Niente slot machine nel bar ristoro presso i campi da tennis, di proprietà del Comune di San Vincenzo. Il divieto è scritto a chiare lettere nel bando di gara e segna un cambio di passo. Uno scarto in avanti, nell’ottica della prevenzione della ludopatia e del contrasto al gioco d’azzardo. Ma mette in luce la contraddizione del bar all’interno del bocciodromo comunale dove di macchinette mangia soldi in funzione ce ne sono tre.
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Un esercizio che tra l’altro si trova a poca distanza dal polo scolastico, a fianco del palazzetto dello sport e di fronte alla chiesa di sant’Alfonzo. La gestrice del bar presso il bocciodromo Antonella Sciortino è chiara: "Ho già tolto tre delle sei slot machine che avevo. Dalle slot non ho alcun guadagno, le tengo per dare un servizio ai maggiori di 18 anni. Qualora vi fosse una norma o una legge che mi obbligasse a toglierle lo farei senza alcun problema".
Riavvolgiamo il nastro. La giunta accoglie la proposta del presidio “Rossella Casini” dell’associazione Libera di San Vincenzo-Castagneto, inserendo nel bando di gara per la gestione del bar presso i campi da tennis la clausola che vieta l’installazione nell’esercizio delle slot machine e di qualsiasi forma di gioco d’azzardo. Nel dispositivo aggiornato e modificato dalla giunta, si fa riferimento a due atti del 2013: il primo, datato 29 novembre 2013, con cui il consiglio comunale sanvincenzino aveva approvato un ordine del giorno che impegnava l’amministrazione a vietare l’installazione dei videogiochi nei locali di proprietà comunale; il secondo atto cui si fa riferimento è la legge regionale 57 del 18 ottobre 2013, dal titolo “Disposizioni per il gioco consapevole e per la prevenzione della ludopatia”, che vieta l’apertura “di sale da gioco e di spazi per il gioco che siano ubicati in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili e altre strutture culturali, ricreative e sportive frequentate principalmente dai giovani, o da strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale”.
Secondo la giunta, già nel dispositivo del 22 dicembre scorso, e dati questi due atti, "il divieto all’installazione presso il bar dei campi da tennis era da ritenersi implicito nel rispetto della normativa". Era da ritenersi implicito, ma resta il fatto che tale clausola non c’era e che non appariva alcun riferimento ai due atti pubblici citati nel nuovo dispositivo. La giunta comunale, quindi, non aveva previsto il divieto per slot e altri giochi d’azzardo nel bar del tennis, ma ha il merito di aver accolto la proposta di Libera. Abbiamo contattato il sindaco Alessandro Bandini per sapere se sono previsti un regolamento comunale e agevolazioni per gli esercizi che decideranno di rinunciare a slot e giochi d’azzardo. "La scelta sarà rimessa al buon senso degli esercenti stessi – dice –. Sul bocciodromo, invece, dato il contesto dovremo fare una verifica".
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