Il Tirreno

Argine sul fiume Cecina il progetto non basta

di Manolo Morandini
Argine sul fiume Cecina il progetto non basta

Dal Genio civile la richiesta di integrazioni per rendere l’opera più sicura Il sindaco Lippi: «I lavori che nelle prossime settimane potranno ripartire»

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Osservazioni. Rilievi. È questa la causa del prolungarsi dello stop al cantiere sull’argine remoto in sinistra del fiume Cecina, avviato lo scorso fine novembre. Un fermo deciso dal responsabile dei Lavori pubblici del Comune, l’architetto Renato Gori, sulla scorta delle indicazioni del Genio civile. Da una parte un atto di prudenza, ovvero evitare di indebolire la sponda esistente con lavori in una stagione per sua natura a rischio di precipitazioni intense. E dall’altra alcuni rilievi sul progetto approvato e messo a gara, con l’appalto assegnato all’associazione temporanea d’imprese (Ati) tra Vanni Pierino Srl di Cecina e Intersonda Srl di Castelnuovo Garfagnana. Quest’ultimi sono stati avanzati dal nuovo responsabile regionale del Genio civile.

«Osservazioni che non mettono in dubbio la validità del progetto – sottolinea il sindaco Samuele Lippi –. Semmai tendono a rafforzarne l’efficacia e su questo siamo stati disponibili a rivedere alcune soluzioni che attualmente sono al vaglio dei tecnici. Si tratta di approvare una variante in corso d’opera che non mette assolutamente in discussione il procedere dei lavori che nelle prossime settimane potranno ripartire». Sul cantiere pende un’altra variabile ma è nelle mani dei giudici amministrativi del Tar della Toscana: il ricorso, con richiesta di sospensiva, presentato dall’Ati esclusa dall’appalto: Bicicchi Felice Srl di Camaiore, Frassinelli Srl di Cecina e Castorani Paolo di Bibbona. Ma su questo in consiglio nessuno si sbilancia.

A portare sui banchi del consiglio il tema della sicurezza idraulica è l’interrogazione di Pamela Tovani (Cecina Insieme) che chiede all’assessore alla Qualità urbana Giamila Carli chiarimenti sulle prescrizioni legate alla realizzazione del porto di Cecina e sulla sicurezza del fiume. A non convincere il consigliere d’opposizione è la poca chiarezza sul cronoprogramma dei lavori, i ritardi con cui si procede alla realizzazione dell’argine in destra e del ponte di Marina. Tutte opere di competenza della Porto di Cecina Spa. Unico dato che trova un consenso trasversale, anche se con sfumature diverse, è il valore del progetto porto per il territorio.

L’assessore Carli sottolinea che «la Porto Spa è a metà del percorso e ad oggi ha investito circa trenta dei sessanta milioni previsti per completare l’opera. Tutti gli impegni che ha assunto sono stati onorati e il cantiere sta procedendo». Certo è che le ruspe hanno iniziato ad operare alla foce solo a marzo del 2012 e l’autorizzazione a costruire è stata rilasciata per cinque anni. «Sulla messa in sicurezza del fiume il percorso è partito – dice Carli –. E che il progetto dell’argine in destra sarà valutato solo a collaudo avvenuto di quello in sinistra lo ha stabilito il Geniocivile. Il progetto c’è già ed è stato depositato in Comune. Anche le procedure espropriative dei terreni interessati sono state portate avanti».

Il capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino prova a far due conti. «Il cantiere è stato aperto e sospeso per il rischio pioggia – dice –. Ma siamo alla fine di gennaio ed è ancora fermo. I 105 giorni previsti dal bando per la consegna dell’opera sono saltati. L’auspicio è che l’amministrazione si adoperi affinché lo slittamento non pregiudichi l’intervento sull’argine in destra. Ma lascia perplesso il percorso logico seguito: prima si approva un progetto e subito dopo lo si cambia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca