Sicurezza
La foce è 4 volte più larga la misura la dà la Porto spa
La società: «Il banco di sabbia allo sbocco a mare nel passato era più grande» La messa in sicurezza idraulica e le incertezze sui tempi per i due argini in remoto
CECINA. «La memoria è corta». Non ha dubbi il presidente della Porto di Cecina Spa Giuliano Matteoli che invita al di là della querelle politica a rispolverare i ricordi del recente passato, prima del cantiere alla foce del fiume per realizzare il porto turistico. «All’epoca la foce era larga una ventina di metri dalla palancola al muro della caserma Ginori e quando c’era la minaccia di piena s’interveniva con una ruspa per sbassare il dosso di sabbia che poi cedeva sotto la spinta dell’acqua – dice –. Adesso quello sbocco a mare è quattro volte più grande del passato».
Matteoli non ci sta a vedere il progetto messo sotto attacco. «Si genera dell’allarmismo infondato. Perché prendere di mira il porto che è un’opera che porterà benefici al nostro territorio? E soprattutto sulla base di chiacchiere, tese solo ad alimentare lo scontro politico». E aggiunge: «Il porto si realizza per l’impegno dei privati ma si tratta di un investimento che nel complesso vale 60 milioni di euro e che si finanzia anche attraverso la vendita dei posti barca. Per le opere di messa in sicurezza del fiume sono previsti investimenti per circa 10 milioni di euro».
Nel frattempo, la prossima settimana dovrebbero entrare in azione le ruspe per abbassare quella lingua maxi lingua di sabbia che si è formata alla foce. «Il bancone di sabbia la prossima settimana verrà abbassato e provvederemo a rimuovere anche i detriti e rifiuti che vi si sono ammassati sopra», sostiene Matteoli.
L’infrastruttura alla foce per il presidente della Porto di Cecina non ha compromesso il livello di sicurezza del fiume. «Con i nostri lavori abbiamo già regimato il fiume, che è nei termini di sicurezza». Chi punta il dito lo fa sui due argini remoti sui quali pesano più le incognite che le certezze sui tempi di realizzazione. «Nell’area portuale abbiamo stivato più di 35.000 metri cubi di terra ricavati dallo strato fertile dei campi in cui è stata costruita la nuova darsena e che sono pronti per essere utilizzati per fare l’argine remoto in destra del Cecina». C’è già il progetto? «Ne abbiamo uno di massima – afferma Matteoli –. Dall’Autorità di bacino è stato chiarito che potremo procedere con un progetto definitivo e richiedere le necessarie autorizzazioni solo quando l’intervento sull’argine in sinistra, quello lato Marina, sarà stato collaudato. Ad oggi non conosciamo neppure il tracciato definitivo delle aree interessate dall’argine remoto in destra che andrà stabilito solo a completamento e collaudo dei lavori sulla sponda in sinistra del fiume». E ancora: «Una volta individuati i terreni saranno oggetto di esproprio da parte del Comune».
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