Attenzione
Emozioni e stornelli: il coro va in trasferta
I cantanti si riuniscono tutti i mercoledì per le prove diretti dal maestro Giorgio Regalli
ROSIGNANO. La canzone come elemento di identità e ricerca per avvicinare i giovani alla storia italiana dal Risorgimento, passando per il periodo della Resistenza, fino ad arrivare ai giorni nostri. Su queste basi è stato fondato, circa un anno fa, il “Coro Partigiano” dell’Anpi. «Il nostro repertorio – dice Giacomo Luppichini che del coro fa parte e che è presidente della sezione locale Anpi – propone la tradizione del canto sociale, politico e resistenziale. È la storia del nostro Paese fino ai giorni nostri».
Durante le prove, tutti gli sguardi sono sul maestro. Tra una pausa e l’altra, non mancano battute di spirito, che vengono su di pancia, alla toscana. Ed ecco allora Giacomo Luppichini che intona uno “stornello” che richiama alla politica dei giorni nostri, alle scelte del Governo di Matteo Renzi «perché quando mi fanno arrabbiare – dice – le rime me le scrivo e me le canto».
«L’idea del coro ci è venuta l’anno scorso insieme a Renzo Compagnoni, che è l’anima del progetto, e Giacomo Luppichini – spiega Gabriella Collaveri, soprano – affinché queste canzoni non vadano disperse, non muoiano assieme alle persone che per i valori di libertà e giustizia, per una società migliore da offrire a tutti noi, hanno perso la loro vita».
Il legame con le giovani generazioni è forte: «La nostra generazione – spiega Iana Crescioli – non ha vissuto i momenti tragici della Resistenza. Ne abbiamo sentito parlare ma non è facile comprendere ciò che hanno vissuto i nostri padri o i nostri nonni. Ecco – continua – attraverso l’emozione che suscita il canto, e in particolare questi canti, vorremmo arrivare alle nuove generazioni per trasmettere loro questi sentimenti». Maria Grazia Fontani fa parte anche del coro Garibaldi d’Assalto di Pardo Fornaciari che è poi l’ispiratore del “coro partigiano di Rosignano Solvay”. «Stiamo promuovendo iniziative in molte scuole del territorio – racconta – perché i giovani hanno sempre meno occasioni di conoscere questa importante fetta di storia. In aprile, ad esempio, saremo in una scuola di Castagneto». Tra il gruppo alcuni volti conosciuti come quello di Mario Baldeschi, professore dell’ Istituto Alberghiero, oggi in pensione, e esponente politico di Sinistra Ecologia e Libertà: «Visto che la politica mi ha deluso – racconta Baldeschi – mi sono avvicinato al teatro ed al coro. Ed è proprio attraverso il cantare questi brani che ho provato emozioni forti. Non mi vergogno a dire che, talvolta, l’emozione che mi prende è così forte che, su qualche passaggio, mi blocco e non riesco ad andare avanti». E basta sentirli cantare, con tutta la loro potenza di voce, brani popolari e conosciuti come “Bella ciao”, per capire quanto siano bravi. Bravi e per questo molto richiesti. Anche fuori dal territorio comunale.
«Molti di loro – dice il maestro Giorgio Regalli – fanno parte di altri cori come la Schola Cantorum, la Corale Pisana e quella del Mascagni. Altri se ne sono aggiunti strada facendo. Ed è proprio della loro esperienza che mi approfitto per cercare, ogni volta, di tirare fuori il meglio.
E dunque, non solo cantare “alla partigiana”, così come viene, ma elevare sempre più il livello anche per rispetto di coloro che queste strofe hanno scritto». Il prossimo appuntamento è per il 29 gennaio alle ore 11 alla spiaggia del Lillatro per il Giorno della Memoria dedicato a Oberdan Chiesa. (al.be.)
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