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Cacciatori schierati a difesa del calendario

Cacciatori schierati a difesa del calendario

Castagneto Carducci, la Confederazione: «A breve faremo un incontro con gli associati»

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CASTAGNETO CARDUCCI. Sul piede di guerra i cacciatori toscani che hanno una buona base nella Bassa Val di Cecina. Da qui infatti parte la protesta che si accoda al comunicato diffuso da Confederazione cacciatori toscani che unisce le associazioni venatorie di Federcaccia, Arcicaccia, Anuu (proprio nel dicembre scorso a Castagneto Carducci si è festeggiato il primo anno di attività). C’è indignazione per la chiusura anticipata, alla mezzanotte del 20 gennaio (invece del 31 gennaio, articolo 18 della 157/92), della caccia ad alcune specie quali il bottaccio, la cesena e la beccaccia. Una decisione presa dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Ambiente.

«Un atto di arroganza privo di motivazioni e che viola fra l’altro, – scrivono nella nota regionale – come avevano dichiarato le Regioni interessate, “il principio costituzionale della leale collaborazione fra Enti ed Istituzioni”. Una vergogna – insistono – il Governo che per primo non rispetta le leggi dello Stato! Uno schiaffo alla caccia e ai cacciatori, ma più ancora uno schiaffo al buon senso, alla legge e alle Regioni che l’avevano rigorosamente rispettata, un atto di arroganza nel metodo e nel merito. Basti pensare che a quanto se ne sa il Governo ha convocato i presidenti delle Regioni interessate soltanto pochissime ore prima della riunione del Consiglio dei ministri».

La Confederazione è impegnata assieme alle associazioni nazionali per difendere con le Regioni il diritto della caccia e al rispetto della legge e subito è arrivato il comunicato di solidarietà da parte della delegazione livornese. «Ci riconosciamo in pieno nel documento pubblicato dal Cct toscano – aggiungono dal Cct Livorno con il suo coordinatore Franco Poli – e auspichiamo che da parte delle Regioni e delle associazioni venatorie siano intraprese quelle azioni, in conformità della legge, che consentano la difesa e il diritto alla caccia nel rispetto delle leggi nazionali ed europee: come del resto hanno fatto le Regioni interessate, motivando le loro scelte con documentazioni scientifiche difficilmente confutabili. Sarà nostra cura salvaguardare i diritti del mondo venatorio intraprendendo tutte quelle iniziative necessarie alla salvaguardia di un diritto sancito dalle leggi dello Stato. A breve ci proponiamo di incontrare i cacciatori della provincia di Livorno per discutere di questa e altre problematiche che stanno condizionando il nostro movimento. Siamo convinti che non sia il momento per fomentare divisioni o far prevalere interessi personalistici. Solo con l’unità del mondo venatorio riusciremo ad arginare quest’onda anticaccia. La caccia come la interpretiamo noi, da veri ambientalisti, non deve essere vista come un problema per la società, ma una risorsa da salvaguardare nell’interesse collettivo del nostro patrimonio, agricolo, culturale ed ambientale».

Divina Vitale

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