Attenzione
Ospedale in rete? «Serve più personale»
Odg del gruppo consiliare Pd: pronto soccorso, situazione inaccettabile. Ma Camelli (Uil): «Solo uniti si può resistere»
CECINA. Dopo il flop della Conferenza dei Sindaci, dopo il no degli elbani alla proposta Lippi, dopo la desolante querelle su Facebook, si accende il dibattito sugli ospedali in rete. E non mancano voci critiche, col Pd cecinese che - attraverso il capogruppo consiliare Nicola Imbroglia - pone dei paletti precisi sulla progetto dell’unico ospedale su tre presidi. «Sia chiaro - avverte subito l’ex segretario - noi siamo favorevoli ai servizi in rete, ma Cecina non può perdere le proprie peculiarità». Questo il senso dell’ordine del giorno che il gruppo del Partito Democratico ha presentato al prossimo consiglio comunale di martedì. In cui si ricorda che già ml’8 ottobre scorso (oltre 3 mesi fa, dunque) nella Conferenza dei Sindaci della Bvc e successivamente in un incontro organizzato dallo stesso Pd al quale avevano preso parte l’assessore regionale Marroni e il direttore generale Porfido erano stati presi precisi impegni in ordine al funzionamento del pronto soccorso, il mantenimento del punto nascite, la distribuzione delle risorse. Nel documento si ricorda come non è stato risolto “l’annoso problema delle liste di attesa”e che il 5 gennaio scorso si è verificato al pronto soccorso uno “spiacevole episodio” con la richiesta di intervento dei carabinieri per ritardi nelle diagnosi anche in conseguenza della “carenza di personale”. Da qui si sollecita di “tenere sotto controllo costantemente il nostro ospedale”, di dar corso ad un incontro urgente con Regione ed Asl per discutere il piano di riorganizzazione ospedaliera, di sostenere “il necessario rafforzamento del personale” destinando le risorse di cui l’ospedale necessita e di chiedere alla Regione un impegno concreto nella realizzazione del Pal.
Dal Pd un altolà al Lippi? Imbroglia spiega: «Siamo consapevoli che la riorganizzazione degli ospedali in rete è necessaria, ma questo non significa che Cecina non debba rappresentare un punto di riferimento per alcuni settori. Non è più pensabile a primari a scavalco che si dividono tra una sede e l’altra».
Uil: unità tra i piccoli ospedali. A sollecitare un processo di integrazione fra ospedali è Paolo Camelli (Uil Fpl): «Dal 1° di Marzo 2015 la Asl 6 di Livorno non esisterà più; essa sarà accorpata alla nuova Asl di Area Vasta Nord-Ovest il cui ambito territoriale andrà da Massa Carrara all'Elba.1.300.000 abitanti, 2400 milioni di bilancio, 12.000 dipendenti,18 ospedali. In questo nuovo ambito sanitario le attività ospedaliere saranno organizzate ed attribuite secondo l'attuale normativa nazionale.Dunque il futuro dei presidi ospedalieri come Cecina-Piombino-Elba è chiaramente segnato: nessuno di loro da solo potrà continuare ad erogare prestazioni specialistiche in regime di ricovero. Cecina e Piombino insieme avranno la possibilità di unire le forze e le competenze professionali per consolidare la rete dei servizi specialistici,il punto nascita,l'occupazione e recuperare i 20 milioni di euro che ora stà perdendo. L'Elba deve essere sostenuta nel suo percorso di potenziamento dei servizi di emergenza ed urgenza territoriali e di pronto soccorso,nelle attività diagnostiche e ambulatoriali, nel pieno utilizzo dei suoi 50 posti letto e della sua sala operatoria recuperando gli 8 milioni di euro che sta perdendo. L'Elba lo può fare,se vuole, entrando a testa alta nel nuovo ambito territoriale con pari dignità e con il valore aggiunto dato dall'insularità».
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