Sicurezza
La segreteria Pd compatta «Conforti cerca visibilità»
I vertici del partito al segretario di Castiglioncello: «Siamo amareggiati, diserta i confronti costruttivi». Poi lo convocano a sorpresa, e sembra pace fatta
ROSIGNANO. Prima una presa di distanza netta dalle sue affermazioni “anti Franchi” e poi un faccia a faccia serrato, per chiarire le rispettive posizioni. Infine la riconciliazione. Questa la reazione, in più fasi, che la segreteria dell’Unione comunale del Pd ha avuto dopo la strigliata di Leonardo Conforti (segretario della sezione di Castiglioncello), che due giorni fa aveva tuonato contro le scelte dell’amministrazione.
La giornata di ieri è cominciata con un comunicato al vetriolo della segreteria Pd contro il giovane segretario della Nilde Iotti. «Prendiamo le distanze da Conforti - hanno scritto i vertici del Pd - il quale, con molta fantasia, interpreta a titolo personale questioni molto più complesse». «Conforti rispecchia - prosegue la nota - un modo di fare politica di chi puntualmente cerca visibilità disertando i veri momenti di discussione interna, dove è chiamato a svolgere il suo ruolo di segretario di circolo». Non solo, lo staff direzionale del partito avvia una difesa a spada tratta dell’operato del sindaco Franchi e della sua giunta. «Stiamo attraversando un momento molto difficile ed in questo quadro - recita la nota - purtroppo, anche il nostro Comune si sta sempre più avvicinando ad essere un comune uguale agli altri, sia sotto il profilo finanziario che della messa a disposizione delle risorse. Nonostante ciò, in questi anni e anche nel corso del 2014, siamo riusciti a garantire un livello dei servizi educativi, scolastici e sociali superiore alla media di altri territori». Le stoccate verso Conforti si fanno sempre più pesanti. «Forse a Conforti - prosegue lo staff Pd -, dipendente da una voglia di spasmodica visibilità che lo porta ad essere impegnato in una campagna elettorale permanente, è sfuggito un dato: il nostro Comune nel 2009 riceveva dallo Stato trasferimenti per 4 milioni e 400 mila euro, nel 2014 siamo stati noi a dare allo Stato centrale 7 milioni e 200 mila euro, perdendo in 5 anni più di 11 milioni di risorse che diventano 18 milioni se si considera l'inasprimento del Patto di Stabilità». Davanti a questa situazione economica drammatica, secondo i vertici del Pd «c'è chi cerca di trovare soluzioni provando a cambiare e assumendosi le sue responsabilità, c'è chi fa valere la sua posizione di criticità con correttezza e chi - come lui - non partecipa alle discussioni interne». Parole che pesano, e sembrano segnare una frattura insanabile tra Conforti e il suo partito. «Il tempo - prosegue la nota -per Conforti forse è rimasto fermo alle primarie fra Bartoli e Franchi ma come Partito democratico rimaniamo fortemente amareggiati dall'atteggiamento di Conforti che si ripete in tutti i momenti di difficoltà». Bartalesi e colleghi, per “documentare” quella che considerano l’assenza di interesse di Conforti per le discussioni in seno al Pd, spiegano che «proprio ieri sera (giovedì, ndr) abbiamo iniziato il confronto all'interno del partito sul bilancio preventivo 2015; lo abbiamo fatto con spirito di correttezza. Purtroppo di Conforti non abbiamo registrato la presenza». Una presa di posizione tranchant quella di Bartalesi e compagni, che a metà pomeriggio hanno sentito addirittura l’esigenza di un chiarimento diretto. E così hanno convocato Leonardo Conforti per una sorta di “segreteria straordinaria”. Due ore di faccia a faccia, terminato con una riconciliazione. Ameno momentanea. «È stato un momento di chiarimento in cui le posizioni di rottura di Conforti sono rientrate nell'ambito della discussione di partito».
Dal canto suo Conforti, terminato il confronto con la segreteria spiega che: «non voglio mettere in difficoltà nessuno però credo che spesso non ci siano spazi di discussione». Poi sottolinea: «mi hanno accusato di usare un linguaggio troppo popolare, ma secondo me è importante perché sarebbe l'ora che di riacquisire la capacità di parlare alla gente». Quanto all’accusa di cercare visibilità, il segretario di Castiglioncello spiega di credere in un «partito in movimento. Credo che si debba far tornare a vivere il partito, anche cambiando scelte strategiche dal punto di vista politico-economico». (a.c.)
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