Il Tirreno

Dalle tasse ad Armunia la bocciatura viene dal Pd

Leonardo Conforti
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Leonardo Conforti

 

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ROSIGNANO. La bocciatura viene dall’interno della maggioranza. O meglio dallo stesso Pd. È una doccia fredda l’intervento di Leonardo Conforti, segretario della sezione di Castiglioncello, che prende le distanze senza mezzi termini dalla politica della giunta Franchi.

Dalle tasse ad Armunia, alle ultime decisioni sulla pineta Marradi, Conforti dice no, dando una lettura “d’opposizione” delle scelte economiche della maggioranza. «Si dice che il nostro Comune abbia bisogno di liquidità - argomenta Conforti -. Lo si dice quando si decidono le folli aliquote della Tari (111,64 euro per nuclei familiari con un componente, 223,28 con due, 246,17 con tre, 279,38 per 4, 303,52 per 5. Una famiglia con 4 figli paga 498,20 euro. A cui vanno aggiunte altre voci, a partire dal costo per i metri quadri) "scaricando" il più della colpa sul Governo quando invece ci sarebbe stata la possibilità di essere più morbidi soprattutto in un periodo in cui famiglie e imprese faticano non poco a far quadrare i conti».

Per Conforti «il problema reale non è solo la dilazione dei pagamenti, ma l'ammontare complessivo degli stessi: Collesalvetti insegna dal momento in cui nel vicino comune una famiglia di sei persone paga per la voce componenti 185,60 euro partendo da una base di 40,18 euro per nuclei con una sola persona». Ancora sulle tasse. «Si dice che c’è bisogno di liquidità quando si decide di approvare un'aliquota sui servizi indivisibili (Tasi) del 2,5 per mille su gran parte degli immobili, tradotto l'aliquota massima applicabile. Soldi importanti perchè riguarderebbero i servizi comunali come la manutenzione delle strade, il decoro urbano; tutto bello se non avessimo strade colabrodo e un decoro assolutamente insufficiente».

Il giovane segretario della sezione Iotti, che ha concorso anche alla segreteria della Federazione, alle primarie aveva appoggiato l’avversario di Franchi, Simone Bartoli. Il suo giudizio si richiama ora alla campagna elettorale. «Pare che il tempo dei vanti sventolati durante la campagna per le primarie e le amministrative - scrive - per aver tenuto genericamente le aliquote basse e nonostante ciò aver investito nel sociale, siano lontani. Non si capiscono però alcune cose: come sia possibile, ad esempio - insiste - che a fronte delle poche risorse di cui disponiamo ci si possa ancora permettere di concedere ad Armunia così tanti soldi: 618.000 previsti dal bilancio comunale che si sommano ai 350.000 che Rea ha versato alla stessa Armunia tra il 2013 e il 2014. Ecco che, probabilmente, oggi abbiamo anche necessità di far tornare all'ovile parte di questi fondi e, forse, ecco spiegato l'aumento della tassazione sui rifiuti. Quanto sarebbe bello uno scenario in cui fossero i cittadini ad essere sponsorizzati e non le associazioni milionarie».

La sua è una bocciatura a tutto tondo. Dice infatti: «Queste sono scelte politiche precise, valutate probabilmente troppo frettolosamente o avendo poco chiara la situazione economico-sociale del nostro territorio, dove vivono centinaia di cittadini, famiglie, che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena e per questo hanno necessità di rivolgersi al mondo del volontariato per essere aiutati per quanto riguarda i beni di prima necessità». E finisce: «Mi chiedo dove sia finita la Politica, la capacità di pensare, discutere e progettare la società del domani sapendo davvero coinvolgere la cittadinanza su questioni concrete come la regolamentazione della Tari. Siamo invece al paradosso: da una parte si richiede la partecipazione per definire le regole della partecipazione ma si rimane nel castello quando ci sono da definire proprio le regole riguardanti la Tari».

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