Il Tirreno

Alberghiero senza pace Ora cade anche l’intonaco

Transennata per esigenze di sicurezza parte della sede di Rosignano dopo che da un balcone sono piovuti calcinacci. Ma i lavori vanno a rilento

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ROSIGNANO. «Qualche giorno fa, mentre eravamo fuori dalla scuola, all'improvviso abbiamo sentito un forte rumore. Ci siamo girati e ci siamo accorti che dal balcone sopra l'entrata, a distanza di pochi metri da dove eravamo, è crollato parte dell'intonaco». A raccontare la vicenda, ancora scossa per l'accaduto ma soprattutto amareggiata per il degrado nel quale versa l'istituto, una studentessa di quarta dell'Alberghiero. «Fortunatamente sotto non c'era nessuno, anche perché spesso noi alunni ci ritroviamo all'ingresso durante la mattinata». Episodio che si è ripetuto anche a distanza di giorni. «Mercoledì mattina – prosegue – è crollata un'altra parte del balcone, distante pochi metri dal primo punto. Ora infatti l'area è stata transennata con il nastro rosso e bianco». Una situazione insostenibile ma soprattutto pericolosa per gli studenti dell'Ipsia e dell'Alberghiero (che assieme ad Iti e Liceo Tecnologico formato l'Isis Mattei) che si va ad aggiungere ai molti problemi di un edificio datato che attende da anni una completa ristrutturazione. «In giardino – racconta la ragazza – dove prima ci riunivamo durante l'intervallo, ormai non ci va più nessuno».

Il cortile interno della scuola infatti vige nel degrado più totale: un corridoio è coperto dal guano di piccione, un'ambulanza tagliata a metà, che doveva servire per gli studenti dell'Ipsia, è stata lasciata all'incuria mentre una cisterna è stata posizionata senza nessuna recinzione. Per questi motivi da anni gli alunni hanno dato vita a diverse forme di protesta, arrivando più volte ad autotassarsi per dipingere da soli aule e corridoi.

«Alcune stanze sono sempre inagibili mentre i riscaldamenti il più delle volte vengono accesi solo in tarda mattinata. Noi che facciamo il servizio di sala ci siamo dovuti cambiare spesso i vestiti al freddo.

In tanti mesi – sottolinea - non è cambiato niente». In varie aule continua a pioverci dentro, i soffitti sono pieni di infiltrazioni, le pareti di cartongesso coperte da buchi, oltre a crepe, armadietti rotti, bagni senza serrature e fili elettrici scoperti. Una situazione che mette spesso a repentaglio la sicurezza di chi l'istituto è costretto a viverlo ogni giorno.

Un istituto obsoleto che dovrebbe essere completamente ristrutturato una volta che la Provincia, ente di competenza degli istituti superiori, terminerà i lavori di ampliamento dell'Iti. Lavori che non stanno certo procedendo rapidamente dato che l'area, transennata da settembre, sembrerebbe un cantiere che ha da poco preso il via. Una volta che saranno terminati, non prima di due anni, gli studenti dell'Ipsia saranno trasferiti nella nuova sede per permettere quindi una generale ristrutturazione della scuola superiore di via Ernesto Solvay (oltre a traslocare le sezioni delle Forbici, per le quali la Provincia paga un affitto di circa 73mila euro all'anno, nella sede di Rosignano). In attesa di vedere realizzato un progetto, peraltro già contestato anche dagli insegnanti «perché disegnato ormai da anni senza il supporto delle professionalità che ogni giorno lo vivono, con poco spazio per i laboratori e senza tenere in considerazione che una nuova sede, troppo piccola, potrebbe far aumentare il numero delle iscrizioni», gli studenti continuano a studiare in ambienti degradanti e poco sicuri. Gli ultimi due episodi ne sono la prova.

Elisa Pastore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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