Sicurezza
Tre chitarre, una leggenda e il flamenco
La storia delle “Gitanas”, primo gruppo femminile di musica andalusa
CECINA. Sfidano una tradizione secolare, perchè nel flamenco la donna danza e l'uomo suona la chitarra. Le “Gitanas Flamencas” hanno invertito le parti: tre donne imbracciano la chitarra flamenca eseguendo vibranti musiche andaluse. Angela Centola, Monica De Luca e Ruby Epifania Vargas suonano insieme da un anno e a dicembre hanno fatto tappa al teatro Marchionneschi di Guardistallo perchè Monica vive a Casale e in Toscana si sono incrociate le loro strade. A Firenze, dove insegnava il loro maestro Juan Lorenzo, a casa di Ruby.
«L'idea è venuta a me – dice Angela, eccellente chitarrista e insegnante di chitarra al liceo musicale di Omegna (Verbania) – Juan mi ha suggerito di conoscere queste due ragazze che prendevano lezione da lui di chitarra flamenca, allora ho pensato di riunirci per suonare inseme».
Le suonatrici di chitarra flamenca sono una rarità, un trio femminile è il primo della storia. «Nella chitarra flamenca suonano solo gli uomini, le donne sono danzatrici e non strumentiste – prosegue - il mondo del flamenco è legato alla società spagnola e maschilista».
«Da circa 15 anni le le donne hanno iniziato a suonare la chitarra flamenca in pubblico – prosegue Monica, scultrice trentenne che vive a Casale - serve più forza e vigore di quella classica, perciò è sempre stata accomunata all'uomo». Infatti c'è una leggenda per spiegare l'esordio della prima donna. «Negli anni Venti in un tablao in Spagna – racconta – dove ballavano e suonavano gitani si dice che una danzatrice si alzò e invitò la sorella a suonare la chitarra flamenca. Lei lo fece, mentre l'altra ballava. Era bravissima anche se i presenti erano sconcertati. Ad un certo punto il fidanzato uccise un uomo che la guardava per gelosia». Insomma «quando una donna suona la chitarra ci scappa il morto!» conclude Angela. Perchè intraprendere questa strada significa per prima cosa sfidare se stesse. «Io non avevo il coraggio di andare a prendere lezioni da Juan Lorenzo – continua Monica – volevo imparare con un maestro ma non lo trovavo».
Alla fine c'è stato l'incontro con Lorenzo, concertista di fama internazionale – ha suonato con i più grandi chitarristi come José Luis Postigo, Victor Monge “Serranito”, Manitas de Plata, Merengue de Corboba, Oscar Herrero e i danzatori José Greco e Antonio Marquez, oltre che con Andrea Bocelli, Gipsy Kings e Al di Meola – nato in Toscana da una famiglia di origine spagnola, formatosi musicalmente a Siviglia e folgorato dalla chitarra flamenca a Londra. Lorenzo è stato l'unico musicista a incidere tuto il repertorio della chitarra flamenca e a presentarlo alla cattedra di flamencologia dell'Università di Siviglia. Per questi meriti nel 2013 ha ottenuto l'unica cattedra in Italia di chitarra flamenca (sesta in Europa), all'istituto di alta formazione musicale “Briccialdi” di Terni. «Mi sono iscritta e l'anno prossimo mi laureerò – dice Monica – prendo voti più alti dei maschi...»
Anche Ruby, con un bisnonno spagnolo, ha fatto il suo percorso verso la chitarra flamenca. «Sono arrivata a Firenze da Trujillo, in Perù, dove ho preso la laurea in chitarra classica – racconta - per lavorare però ho anche il diploma di infermiera professionale. In Italia volevo riprendere a suonare la chitarra e dove abitavo sentivo spesso questa musica che mi attraeva. Un giorno l'ho seguita e ho trovato Juan lorenzo con Herrero che teneva una masterclass. Ho iniziato a prendere lezioni da lui».
Il maestro internazionale le ha fatte incontrare a Firenze nel dicembre 2013, dove è nato il gruppo, che ha esordito al Festival internazionale di chitarra in Val d'Ossola.
«Le donne devono uscire allo scoperto – afferma Angela – serve più abilità che forza fisica, un temperamento che noi abbiamo. Del resto la musica non ha sesso ed è aperta a tutti». Da allora si scambiamo i file con i pezzi arrangiati da Angela, registrano ciascuna per contro proprio e si inviano le prove sempre via internet, trovandosi per suonare insieme quando possono e per i concerti.
«Il flamenco nel 2010 è stato riconosciuto dall'Unesco patrimonio immateriale dell'umanità - conclude Monica – anche le donne possono offire il loro contributo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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