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La zona sud peserà come Livorno

La zona sud peserà come Livorno

Se l’eliminazione di molti primariati porterà a risparmi dall’altra c’è da recuperare terreno sulla dotazione dei pronto soccorso, sulla bassa utilizzazione delle apparecchiature per la diagnostica...

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Se l’eliminazione di molti primariati porterà a risparmi dall’altra c’è da recuperare terreno sulla dotazione dei pronto soccorso, sulla bassa utilizzazione delle apparecchiature per la diagnostica e le lunghe liste d’attesa per gli esami in ospedale. Una cura necessaria, anche se in dosi diverse, a Cecina quanto nei presidi di Piombino e Portoferraio. E poi la logica della rete dovrà contemplare anche un rafforzamento dei servizi nei distretti sul territorio in termini di prevenzione e di assistenza. In numeri, per avere un’idea del peso, su dati del 2010 i ricoveri totali a Portoferraio sono stati 3.353, a Piombino 6.810 e 8.872 a Cecina. Ovvero, in tutto 19.035 contro i 21.698 registrati agli Spedali riuniti di Livorno. Una sfida che i sindaci provano a lanciare al direttore generale dell’Azienda Usl 6 di Livorno Eugenio Porfido ma che per essere misurata in termini di performance dovrebbe tradursi anche in quel Piano attuativo locale evocato da più parti come il necessario strumento di programmazione della politica sanitaria di su un territorio. La prospettiva dei tre poli visti come un unico ospedale è tutta da costruire. Tanto che se ne riparlerà tra dieci giorni in una nuova conferenza dei sindaci. Anche sul piano politico e in termini di rappresentatività dei tre territori non mancano le resistenze. Che cosa potrebbe cambiare? In ogni plesso resterebbero i servizi di assistenza di base, come pronto soccorso, ortopedia e chirurgia. La specialistica, come urologia od oculistica sarebbe invece dislocata in base anche alle specificità dei tre poli.

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