Attenzione
L’ospedale finisce in rete con Piombino ed Elba
La prospettiva dei sindaci di Bassa Val di Cecina, Val di Cornia e Portoferraio Lippi: «Nessuna contrapposizione, è un modo per avere un peso nell’Area vasta»
CECINA. Tre ospedali. Tutti con problemi da risolvere e più volte al centro di polemiche per la perdita o il depotenziamento di servizi. Il polo di Cecina, e quelli di Piombino e Portoferraio. Realtà a cui il sindaco di Cecina Samuele Lippi, in veste di presidente della Società della salute della Bassa Val di Cecina, invita a guardare come a tessere di un’unico puzzle. E lo fa lanciando una sfida. «Dobbiamo costruire un’area sud all’interno del territorio di competenza dell’Azienda sanitaria Usl 6 di Livorno – afferma –. Si tratta di capire quale possa essere la strada da percorrere, ma la sfida per garantire un futuro ai nostri presidi è quella di metterli in rete e considerarli come parti di un’unico ospedale». E aggiunge: «L’ottica non è quella di essere in contrapposizione con Livorno, ma di acquisire un peso in termini di Area vasta, ovvero nel comprensorio delle quattro province su cui si misurerà la sanità: Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara».
Verso sud, Isola d’Elba compresa. Prova ad allargare il perimetro il presidente della Società della salute della Bassa Val di Cecina e lo fa in accordo con i sindaci di Piombino, San Vincenzo, Campiglia Marittima, Sassetta, Suvereto e Portoferraio. La strategia: fare massa critica e mettere sul tavolo numeri equivalenti a quelli dell’area livornese. La proposta doveva essere lanciata nell’ambito della conferenza dei sindaci della provincia di Livorno sulla sanità, che si è tenuta ieri a Portoferraio. «È mancato il tempo per portare in votazione un documento su questo aspetto – dice Lippi –. Ma è stata fissata tra dieci giorni una nuova conferenza in cui all’ordine del giorno porteremo questa proposta chiedendo un impegno specifico al direttore sanitario dell’Asl 6 di Livorno Eugenio Porfido».
No alle conflittualità. «Se in ogni presidio si volesse puntare ad avere oltre all’assistenza di base anche tutta la specialistica faremmo una battaglia illusoria – dice il presidente della Società della salute –. Tutto da tutte le parti non si può avere. Dovremmo invece puntare a valorizzare le competenze presenti in ciascuna realtà». Un ritorno al passato. «Vogliamo superare la logica dei dipartimenti aziendali che sotto la direzione Calamai hanno portato a un’eccessiva centralizzazione». E conclude con un esempio. «Avere il primario di pediatria a Piombino non significa che il reparto di pediatria sia sparito a Cecina e lo stesso a contrario vale per quello di ginecologia che è su Cecina».
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