Il Tirreno

L’ospedale finisce in rete con Piombino ed Elba

di Manolo Morandini
L’ospedale finisce in rete con Piombino ed Elba

La prospettiva dei sindaci di Bassa Val di Cecina, Val di Cornia e Portoferraio Lippi: «Nessuna contrapposizione, è un modo per avere un peso nell’Area vasta»

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Tre ospedali. Tutti con problemi da risolvere e più volte al centro di polemiche per la perdita o il depotenziamento di servizi. Il polo di Cecina, e quelli di Piombino e Portoferraio. Realtà a cui il sindaco di Cecina Samuele Lippi, in veste di presidente della Società della salute della Bassa Val di Cecina, invita a guardare come a tessere di un’unico puzzle. E lo fa lanciando una sfida. «Dobbiamo costruire un’area sud all’interno del territorio di competenza dell’Azienda sanitaria Usl 6 di Livorno – afferma –. Si tratta di capire quale possa essere la strada da percorrere, ma la sfida per garantire un futuro ai nostri presidi è quella di metterli in rete e considerarli come parti di un’unico ospedale». E aggiunge: «L’ottica non è quella di essere in contrapposizione con Livorno, ma di acquisire un peso in termini di Area vasta, ovvero nel comprensorio delle quattro province su cui si misurerà la sanità: Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara».

Verso sud, Isola d’Elba compresa. Prova ad allargare il perimetro il presidente della Società della salute della Bassa Val di Cecina e lo fa in accordo con i sindaci di Piombino, San Vincenzo, Campiglia Marittima, Sassetta, Suvereto e Portoferraio. La strategia: fare massa critica e mettere sul tavolo numeri equivalenti a quelli dell’area livornese. La proposta doveva essere lanciata nell’ambito della conferenza dei sindaci della provincia di Livorno sulla sanità, che si è tenuta ieri a Portoferraio. «È mancato il tempo per portare in votazione un documento su questo aspetto – dice Lippi –. Ma è stata fissata tra dieci giorni una nuova conferenza in cui all’ordine del giorno porteremo questa proposta chiedendo un impegno specifico al direttore sanitario dell’Asl 6 di Livorno Eugenio Porfido».

No alle conflittualità. «Se in ogni presidio si volesse puntare ad avere oltre all’assistenza di base anche tutta la specialistica faremmo una battaglia illusoria – dice il presidente della Società della salute –. Tutto da tutte le parti non si può avere. Dovremmo invece puntare a valorizzare le competenze presenti in ciascuna realtà». Un ritorno al passato. «Vogliamo superare la logica dei dipartimenti aziendali che sotto la direzione Calamai hanno portato a un’eccessiva centralizzazione». E conclude con un esempio. «Avere il primario di pediatria a Piombino non significa che il reparto di pediatria sia sparito a Cecina e lo stesso a contrario vale per quello di ginecologia che è su Cecina».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web