La manifestazione
L’ingegno di Raissa sul podio per Zero Robotics
La ragazza di Nibbiaia, con la classe 4ª A del liceo Cecioni, si è classificata terza alla gara dell’agenzia spaziale in Olanda
NIBBIAIA. Tra le giovani menti che hanno portato a casa un terzo posto a livello mondiale c'è anche lei, Raissa Cecchini. Una studentessa di Nibbiaia che frequenta la IV°A del liceo scientifico Cecioni di Livorno.
Assieme alla sua squadra lo scorso venerdì è salita sul terzo gradino del podio del torneo internazionale di Zero Robotics, la gara di robotica che si è svolta all'interno dell'Esa, agenzia spaziale europea con sede a Noordwijk, cittadina olandese non lontana da Amsterdam.
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Tra 42 squadre provenienti da tutto il globo, dagli Stati Uniti alla Russia, dal Messico alla Polonia, loro, i Crab Nebula si sono posizionati alle spalle di un'alleanza tra una squadra greca e due americane. «Ogni team – ci racconta Raissa – era composto da più squadre. Noi, nonostante avessimo preferito almeno una italiana, eravamo alleati con due squadre americane, entrambe di cittadine vicine a San Francisco con le quali abbiamo un fuso orario di nove ore. Non è stato facile concordare gli orari nei quali contattarci ma devo dire che alla fine è stata una bellissima esperienza anche per questo».
Dalla città di Livorno, oltre alla squadra di Raissa, i Crab Nebula, formato da dieci studenti di quarta del Cecioni, altre due formazioni di ragazzi: una di soli alunni del liceo livornese e l'altra composta anche da studenti dell'Iti Galilei. Una grande soddisfazione per Raissa e per i suoi compagni il terzo posto ad un torneo internazionale di grande prestigio.
«Siamo molto contenti – ci confessa – anche se la speranza c'era sin dall'inizio. Nonostante ci siamo confrontati con qualcosa di nuovo, durante lo scontro finale sapevamo di avere tutte le carte in regola per arrivare secondi». É infatti per pochi centesimi di punto che nell'ultima gara condotta dall'astronauta italiana Samantha Cristoforetti si sono classificati al terzo posto. Una gara che chiedeva oltre che passione per la robotica, agilità, intelligenza, competenza e tanta dimestichezza con i codici.
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Durante la finale infatti gli astronauti, che in pratica gestivano il gioco vestendo i panni degli arbitri, hanno pilotato direttamente all'interno della stazione spaziale internazionale gli “Spheres”, minuscoli satelliti artificiali realizzati dal Mit che gli studenti delle scuole superiori hanno programmato appositamente per lo scontro. «É stata una bellissima esperienza – ha confessato Raissa – dalla quale ho imparato cose nuove e acquisito molte più competenze rispetto a quelle scolastiche. Relazionarsi con ragazzi di altri continenti e visitare la base spaziale ci hanno aperto un mondo verso nuove frontiere. Abbiamo visto cose che altrimenti non avremmo mai avuto modo di vedere da vicino».
Una nuova esperienza, di grande approfondimento, che è servita a tutti i giovani studenti partiti per l’Olanda, sia come bagaglio culturale e anche per capire cosa fare del loro futuro di studenti. «Mentre prima ero più orientata verso la parte biomedica di ingegneria – conclude – ora inizio a prendere in considerazione altri indirizzi. Relazionarmi con questo mondo mi è servito a capire che nonostante ci voglia del tempo per apprendere determinati concetti, sono cose che mi interessano. Sì, magari all'Università mi iscriverò ad ingegneria informatica o elettronica». Intanto, con la sua classe, si gode il risultato ottenuto a Zero Robotics.
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