Sicurezza
Interventi anti-erosione il doppio no della lista As
San Vincenzo, non convince l’opposizione la prosecuzione della barriera soffolta «Gli 800.000 euro dovrebbero essere investiti in opere davvero necessarie»
SAN VINCENZO. No alla seconda fase dell’intervento anti-erosione, no alla prosecuzione della barriera soffolta in massi naturali progettata da Pierluigi Aminti. È questa la sostanza dell’intervento della lista civica Assemblea Sanvincenzina (As) attraverso i suoi tre consiglieri comunali Paolo Riccucci, Massimo Cionini e Francesco Battini.
«Il Comune – spiegano i tre consiglieri d’opposizione – ha investito negli ultimi anni oltre mezzo milione di euro tra studi, progetti e realizzazioni legati all’erosione della spiaggia a sud del porto. Evidentemente la giunta deve ritenersi soddisfatta degli effetti delle barriere, perché ha votato lo stanziamento di altri 872.000 euro per la realizzazione della seconda fase del progetto, cioè la barriera soffolta tra il Delfino e il fosso delle Prigioni».
Secondo Assemblea Sanvincenzina è un controsenso che l’assessore ai Lavori pubblici, ambiente e porto Antonio Russo dichiari che la barriera non ha funzionato e che, pochi giorni dopo, si stanzino i soldi per la seconda parte dei lavori. «Russo – sostengono i consiglieri di As – ha però dichiarato, il giorno stesso della delibera di giunta che stanziava questi soldi, che la prima fase del progetto di barriera anti-erosione non ha funzionato. I cittadini, quest’inverno, hanno potuto vedere la battigia avvicinarsi pericolosamente ai piedi degli stabilimenti balneari più di quanto fosse mai successo senza la barriera».
I tre rappresentanti di As sostengono che nella zona che va dal Delfino al fosso delle Prigioni l’erosione sia limitata, e propongono di finanziare, con tali soldi, interventi ritenuti necessari come la manutenzione straordinaria alle scuole. «L’intervento a sud del Delfino, progettato insieme alla prima parte già realizzata e non funzionante – dicono Paolo Riccucci, Francesco Battini e Massimo Cionini –, appare ancor più inutile di quello già realizzato, perché il fenomeno erosivo in quella zona è limitato. Inoltre l’opera costosissima delle barriere anti-erosione provoca lo spiaggiamento di sassi derivanti dalla frantumazione dei massi gettati in mare, che compromettono la naturalità delle spiagge». E concludono: «Soprattutto, in questo momento economico, questi soldi dovrebbero essere investiti in opere davvero necessarie, prima tra tutte la manutenzione straordinaria delle scuole sanvincenzine, rifare i tetti è già qualcosa, ma non basta, che versano in gravi condizioni di degrado e inadeguatezza».
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