Il Tirreno

cultura

Prove di rilancio per il teatro De Filippo

Maria Meini
Uno spettacolo al teatro De Filippo
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Uno spettacolo al teatro De Filippo

Cecina, un progetto per rilanciare il comunale: 400mila euro per la ristrutturazione dell'immobile. Un forum con tutte le associazioni che si occupano di cultura sul territorio

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CECINA. Il teatro comunale De Filippo attende da anni un’opera di riqualificazione che lo renda finalmente una struttura all’altezza del suo pubblico.

Un pubblico di appassionati che affolla la sala durante la stagione teatrale, ma anche un pubblico di protagonisti: tante sono infatti le compagnie amatoriali, le scuole di teatro e danza, i musicisti locali che organizzano al De Filippo spettacoli e iniziative che hanno sempre un seguito importante. Attualmente la sala è utilizzabile solo a metà, perché il secondo piano non è a norma con i requisiti di sicurezza disposti dalla legge. Il progetto dell’amministrazione comunale è di dare corso a un’opera di ristrutturazione complessiva in grado di riutilizzare l’intero edificio di via Vico. Quello che in origine, lo ricordiamo, era un’aula magna, quindi con tutti i limiti per un’attività di spettacolazione. Il progetto di riqualificazione del De Filippo era già stato inserito nel piano di opere pubbliche dalla precedente amministrazione.

ca 400mila euro per riattivare la struttura nel suo complesso, mettendo a norma anche il piano superiore, da tempo inutilizzato. Il progetto di ristrutturazione prevede infatti il recupero degli spazi attualmente chiusi, con un allargamento dell’attività. Il piano superiore potrebbe ospitare una sala prove e anche un punto di ristoro. Un progetto ambizioso.

Intanto si parte da un incontro, mercoledì 21 gennaio nel pomeriggio, fra tutti i soggetti che si occupano di teatro e di cultura sul territorio. «Ho voluto mettere a un tavolo tutti i soggetti che operano all’interno del teatro e si occupano di spettacolazione e di cultura - dice il sindaco Samuele Lippi - per capire insieme qual è la soluzione migliore per utilizzare al meglio la struttura. Penso che avere una visione complessiva sia fondamentale, e sia i gestori della sala, Artimbanco e Ris, sia le altre associazioni e gruppi che fanno cultura sul territorio possono dare un contributo importante in questo percorso partecipativo». 

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