Toscana
Il vescovo in Solvay: «Il lavoro prima di tutto»
Monsignor Giusti nei reparti: «Qui eccellenze industriali, che le istituzioni devono supportare»
ROSIGNANO. «Il lavoro prima di tutto», questo l’importante messaggio che monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno, ha voluto sottolineare durante la sua visita all’interno dello stabilimento chimico Solvay.
Due ore intense, dalle 14,30 alle 16,30 di ieri, quelle trascorse dal vescovo in via Piave. Una visita durante la quale è stato accompagnato da don Pio Maioli, parroco di Santa Croce (parrocchia nella quale è in corso, in questa settimana, la visita pastorale).
Il vescovo ha prima incontrato il direttore dello stabilimento locale, Davide Papavero, e lo staff direzionale, confrontandosi con loro. «Le istituzioni - ha sottolineato monsignor Giusti al direttore, al termine della visita - devono supportare il consolidamento di queste realtà importanti del territorio». Papavero ha quindi consegnato a monsignor Giusti una foto ricordo della storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Rosignano, avvenuta il 19 marzo 1982.
Poi il vescovo ha proseguito il suo giro all’interno della fabbrica in via Piave, incontrando i responsabili delle altre società che operano all’interno del perimetro Solvay: Ineos, Gdf Suez, Officina 2000. «È stato bello - ha detto il vescovo - conoscere delle eccellenze in ambito industriale».
Durante la visita all’interno dello stabilimento c’è stato tempo anche per visionare direttamente i vari reparti all’interno dei quali avvengono le lavorazioni industriali.
Il vescovo ha infatti incontrato, nei locali della foresteria, il personale dello stabilimento e i lavoratori delle ditte appaltatrici.
E rivolgendosi ai dipendenti radunati ad ascoltarlo ha detto: «Voi siete una parte importante della cittadinanza e del territorio». E ha insistito su quanto l’occupazione rappresenti un fattore primario.
Infine il vescovo, prima di lasciare lo stabilimento di via Piave, ha fatto un breve giro attraverso la fabbrica, sostando in quella che può essere considerata l’attività storica dell’azienda, ossia la sodiera. Mosignor Giusti si è infatti fermato in sala controllo sodiera, incontrando il personale che era in turno ieri pomeriggio.
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