Il Tirreno

cecina

Devastato ristorante del centro

di Michele Falorni
I segni a terra degli atti vandalici al ristorante la Cantinetta
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I segni a terra degli atti vandalici al ristorante la Cantinetta

Cecina, indumenti abbandonati sui divanetti, piante divelte dalle fioriere ed escrementi a lato dei tavoli all'esterno del ristorante La Cantinetta, in vicolo Bargilli. Esasperata la titolare che si dice pronta ad installare le telecamere di sorveglianza

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CECINA. Una cravatta, una camicia e altri oggetti personali. I cactus divelti dalle fioriere ed escrementi a lato dei tavoli esterni. Questa la scena che in tarda mattinata del 15 gennaio si è trovata di fronte la titolare del ristorante La Cantinetta, in vicolo Bargilli, a Cecina. Nei giorni scorsi, invece, aveva dovuto raccogliere i cocci di vetro di bottiglie di birra infrante contro la porta d’ingresso del locale. La titolare Valentina Cerboneschi è esasperata. Ha aperto cinque anni fa, lavora con impegno per guadagnarsi la vita ma è stufa, quando si alza la mattina, di quantificare i danni. Per questo ha informato il Comune e chiesto di installare delle telecamere. E sull'episodio presenterà denuncia ai carabinieri.

Il vicolo Bargilli è una delle strade che compongono il biglietto da visita della città e della zona blu, dove la tranquillità, il buon gusto e l’educazione dovrebbero essere di casa. Cerboneschi ha telefonato a Palazzo civico e parlato con l’assessore alla Sicurezza Caterina Barzi per raccontarle tutto ed avere una risposta. “Abito sopra al ristorante – spiega – ed è almeno la quarta volta dall’inizio dell'anno che, quando la mattina esco di casa, trovo qualche brutta sorpresa. Avevo sistemato le piante con cura, per poi vederle strappate dalle fioriere e gettate a terra”. Per tacere degli escrementi e dei mozziconi di sigaretta sparsi ovunque.

Il ristorante è aperto tutte le sere, tranne il lunedì, fino a mezzanotte. Che cosa è accaduto la notte del 14 gennaio all'esterno della Cantinetta? Sui divanetti e sulle sedie in plastica erano appoggiati una camicia, una cravatta e, poco lontana, una cintura da donna. Cerboneschi ha preso il telefono e chiamato in Comune per raccontare l’accaduto. Pensando, tra il rammarico e la rabbia, di chiedere l’installazione delle telecamere per controllare chi, a notte fonda, beve e si diverte a danno del suo locale.

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