Il Tirreno

Migrazione in ritardo dell’Ibis eremita la nostra zona a rischio

Migrazione in ritardo dell’Ibis eremita la nostra zona a rischio

Sos della Provincia: «Il pericolo rappresentato dalla caccia» In questi giorni sorvolano anche la bassa val di Cecina

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BIBBONA. Migrazione in ritardo per i rari esemplari di Ibis eremita che stanno sorvolando in questi giorni i cieli sopra la nostra costa. La Provincia di Livorno lancia l’allarme: «Il maggior pericolo è la stagione di caccia». Gli Ibis sono monitorati nell’ambito del progetto Waldrapp Life + 'Reason for Hope. «Si tratta - scrive la Provincia - di una migrazione anomala, molto in ritardo rispetto agli anni scorsi, a causa delle temperature miti che gli uccelli hanno incontrato fino al periodo prenatalizio. Il brusco cambiamento del clima, con il termometro bel al di sotto degli 0°C potrebbe avere però conseguenze drammatiche per questa specie a rischio di estinzione. Come spiega il team del progetto Waldrapp “a metà agosto del 2014, gli Ibis eremita hanno lasciato le loro aree di riproduzione a Burghausen (Baviera) e Kuchl (Salisburgo) per iniziare la migrazione autunnale. Per la prima volta gli individui di entrambe le popolazioni si sono raggruppati nei pressi di Salisburgo e sono volati insieme verso sud fino al versante Nord delle Alpi. Tuttavia, al contrario degli anni scorsi, si sono fermati in quell’area, con ogni probabilità a causa delle condizioni meteorologiche molto miti, con temperature oltre gli 0°. Tuttavia, nella settimana che ha seguito il Natale, il tempo è cambiato drasticamente e la temperatura è scesa ben al di sotto di 0°C. Apparentemente gli uccelli hanno perso la loro ultima possibilità di partire verso sud e si sono trovati in una situazione molto critica.»

Per questo motivo il Waldrappteam ha dato vita ad una vera e propria operazione di salvataggio, catturando 17 esemplari, il cui peso corporeo era già ridotto del 20%, per rilasciarli, poi, a Bolzano, in Alto Adige, dove il terreno è senza neve e da dove possono volare verso sud senza ostacoli. Già un gruppo di Ibis ha proseguito il viaggio verso la loro area di svernamento, un´Oasi del Wwf in Toscana.

«Ora la minaccia più grande – sottolineano - è la caccia illegale. Particolarmente in Toscana, dove negli anni scorsi sono stati registrati episodi di bracconaggio ai danni di questi volatili”. Episodi, nella zona di San Vincenzo, che grazie alle indagini della Polizia Provinciale di Livorno e della Guardia Forestale portarono all’ individuazione e denuncia alle autorità giudiziarie di un cacciatore. Tutti gli uccelli sono, però, attrezzati con trasmettitori Gps e le loro posizioni sono monitorate in modo continuo». L’appello lanciato è, quindi, rivolto ai cacciatori, nel periodo di caccia ancora aperta, affinchè non si ripetano gli abbattimenti illegali di Ibis, che il progetto Life + 'Reason for Hope' ambisce a reintrodurre come specie migratoria in Europa.Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito web www.waldrapp.eu.

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