Sicurezza
Il pronto soccorso scoppia tanto lavoro, poco personale
CECINA. «Di fronte ai recenti avvenimenti accaduti al Pronto soccorso del nostro ospedale è necessario un imponente intervento a tutela dei cittadini e dello stesso presidio ospedaliero che ormai è...
CECINA. «Di fronte ai recenti avvenimenti accaduti al Pronto soccorso del nostro ospedale è necessario un imponente intervento a tutela dei cittadini e dello stesso presidio ospedaliero che ormai è al collasso». Pamela Tovani, capogruppo di Cecina Insieme, interviene sulle recenti polemiche scatenate dai tempi d’attesa, fino a 12 ore. «Ciò che prima era un’eccezione legata al periodo estivo oggi è diventato la regola», scrive. Tovani sottolinea l’aumento delle richieste, in estate legate alle presenze turistiche, in inverno «alle patologie respiratorie, soprattutto negli anziani». 35mila accessi l’anno (con picchi in estate di 150 accessi giornalieri) «e nonostante ciò il pronto soccorso non ha un primariato. Il dottor Pennati è di sede a Livorno e il personale infermieristico e gli operatori socio sanitari (Oss) sono al minimo sindacale». Delle «11 Oss presenti in organico ben 4 di esse non possono svolgere lavori pesanti; le infermiere assenti per maternità non sono state sostituite; i concorsi per le assunzioni di nuovi medici, in sostituzione di quelli andati in pensione, sono fermi da anni e le risorse esistenti sono state utilizzate solo per il personale amministrativo, in relazione solo al quale sono state effettuate procedure di passaggio/aumento di livello». E «la carenza di personale comporta la difficoltà dello stesso di potersi assentare per procedere alla necessaria formazione».
Con «circolare del direttore sanitario Porfido è stato stabilito che tutte le richieste di visite specialistiche ritenute urgenti (con impegnativa del medico di famiglia) debbano transitare necessariamente dal pronto soccorso, con evidente intasamento e allungamento dei tempi di attesa. Porfido, nei vari incontri con la cittadinanza, ha sempre rassicurato sullo stato di salute del nostro presidio invocando l’eccellenza come unica possibilità di sopravvivenza del nostro ospedale. Ma con questi numeri e senza personale, come si può raggiungere l’eccellenza? Il risparmio deve passare dalla riduzione del personale a scapito della qualità del servizio? Si sta parlando della salute di ognuno di noi. Il sindaco deve chiedere che venga redatto ed attuato il Pal, mancante ormai da oltre 10 anni, non bastano slogan».
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