Il Tirreno

Fido rientra da Reggio Emilia

 Fido rientra da Reggio Emilia

Venti i cani arrivati nella struttura del Paratino gestita da Mici Felici

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CECINA. Cercano ancora una casa, ma almeno hanno un tetto e le attenzioni dei volontari dell’associazione Mici felici. Sono venti i Fido rientrati a Cecina dopo la trasferta forzata nel canile di Reggio Emilia, che nel 2011 si era aggiudicato il bando pubblico per la gestione del randagismo da Castiglioncello a Castagneto, colline comprese. Dall’8 gennaio sono ospitati nella struttura in zona Paratino, l’ex Oasi del cane e del gatto, dove i volontari si sono battuti per farli tornare. Uno spazio che fa capo al Comune di Rosignano, ente capofila nella gestione associata del randagismo per la zona della Bassa Val di Cecina.

«L’associazione mici felici nasce nel 2006 con lo scopo di tutelare e gestire le colonie feline, ma da febbraio 2012 ci occupiamo anche dei cani ritrovati vaganti gestendo la struttura Oasi del cane e del gatto di Cecina – afferma la presidente dell’associazione Francesca Fiori –. Il nostro impegno nell’incentivare le adozioni è stato fortissimo e senza sosta fino ad oggi. Nell’arco di tre anni abbiamo dato in adozione più di 80 cani ospitati nel nostro canile e venti che erano stati portati a Reggio Emilia». Sta tutta in questi numeri la possibilità di rimediare a una soluzione mal vista da chi ha a cuore la sorte dei cani. «Questo ha permesso finalmente di raggiungere lo scopo per cui l'associazione si è tanto battuta e cioè far ritornare i nostri cani nel territorio toscano».

Gli ultimi venti animali che da anni erano stati portati a Reggio Emilia sono stati accolti l’8 gennaio. «Siamo contenti di aver raggiunto questo obbiettivo, sono anni che lottiamo, che lavoriamo che ci impegnamo a far adottare i cani portandoli in tutta Italia pur di donargli una famiglia – dice Fiori –. Questo deve essere lo scopo di ogni struttura seria».

L’occasione si presta anche a qualche puntualizzazione. «La nostra attività non è stata priva di ostacoli perché non abbiamo sempre avuto l’appoggio dei Comuni, che sono sempre in difetto per quello che riguarda le risorse economiche. Ad oggi l’associazione deve ancora vedersi riconosciuti 10.000 euro». E ancora: «I casi di abbandono sono in aumento perché le persone a volte non possono permettersi economicamente di tenere un animale. La nostra forza sono i volontari e le persone che sono venute con coraggio e generosità ad adottare i cani». (m.m.)

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