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Canzoni in piazza per ricordare l’anarchico Gori

Alessandra Bernardeschi
Il coro dell'Anpi e il sindaco Franchi (foto Falorni/Silvi)
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Il coro dell'Anpi e il sindaco Franchi (foto Falorni/Silvi)

A Rosignano Marittimo l’esibizione del coro dell’Anpi e  dei giovani dell'Isis Mattei. Il presidente Luppichini: «È un recupero della memoria»

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ROSIGNANO. In piazza Pietro Gori a Rosignano Marittimo, è spettato al coro dell’Anpi di Rosignano, diretto dal maestro Giorgio Regalli ed accompagnato dalla fisarmonica del maestro Roberto Donati, ricordare l’anarchico poeta Pietro Gori. È stata la voce pulita di Marzia Pellegrino, studentessa dell’Isis Mattei , che ha cantato a cappella Addio a Lugano, a dare l’avvio all’ultimo appuntamento di una serie di manifestazioni organizzate dal Comune di Rosignano per celebrare i 150 anni dalla nascita di Pietro Gori. Dopo di lei, Gianluca Paparatto e Giovanbattista Calandra anch’essi studenti facenti parte del “Gruppo teatrale Isis Mattei”, accompagnati dal professor Tiziano Arrigoni, hanno ricordato alcuni versi del poeta, cittadino del mondo. I giovani dunque, che percorrono un pezzo di strada insieme alle vecchie generazioni, perché i valori della libertà e dell’indipendenza non vadano mai dispersi.

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Ed è proprio attraverso i canti popolari, che hanno segnato il nostro Paese nel secolo scorso «abbiamo dato vita – ha detto Giacomo Luppichini presidente della locale sezione Anpi che a Rosignano conta quasi 270 iscritti – ad un percorso di recupero della memoria». Il canto dunque come elemento identitario e di testimonianza «in un mondo in ebollizione – ha continuano Luppichini facendo riferimento anche agli ultimi fatti drammatici che hanno colpito Parigi – che reclama la pace ma che fa la guerra». È stato il sindaco Alessandro Franchi a ricordare la figura di Pietro Gori ed i suoi messaggi di libertà e giustizia «ancora oggi di grande attualità».

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Con il fazzoletto tricolore al collo, i componenti del “coro partigiano” di Rosignano attorniati da un folto gruppo di cittadini, hanno intonato vari canti, a partire dall’ “Inno della canaglia” scritto da Pietro Gori mentre si trovava rinchiuso nel carcere di San Vittore a Milano. Sempre di Pietro Gori i testi dei brani “Nostra Patria è il mondo intero” e “L’inno al primo Maggio”, versi scritti sulle note del Nabucco di Verdi.

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Particolarmente toccante “o Gorizia tu sei maledetta”, canto anonimo scritto nel 1916 contro la Grande guerra. Un tributo alla Francia con “Chant des Partisans”, inno della resistenza francese, interpretato anche da Yves Montand e la più nota “Fischia il vento”, canzone partigiana. La cerimonia è proseguita al cimitero dove è stata deposta una corona di alloro davanti al monumento funebre di Piero Gori. Domenica 11 gennaio le celebrazioni termineranno con le visite guidate al Fondo Pietro Gori al castello di Rosignano Marittimo dove si trova la più importante raccolta di documenti sulle opere e la vita dell’anarchico pensatore.
 

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