Il Tirreno

LA TESTIMONIANZA

L'orrore di Parigi, poi la gara di solidarietà

Laura Casorio
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Laura Casorio

Laura Casorio era nella capitale francese il giorno dell'attentato

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ROSIGNANO. Inevitabile, in appendice all’appuntamento dedicato a Pietro Gori, il riferimento ai fatti di Parigi. In particolare è parlarne è stato il vignettista Staino, l’autore di Bobo. Ma da Parigi è arrivata anche la testimonianza “in diretta” di Laura Casorio, esponente dei Riformisti per Rosignano. Eccola.
«Quello che è successo a Parigi (e con terrore mi verrebbe da dire che sta ancora succedendo) è orribile. Non riesco a trovare altre parole per parlare di un fatto terribile, di un attentato così mirato e paradossalmente annunciato. Parigi, la Francia sono sconvolti e in maniera più estesa l'Europa e il mondo intero sono vittime indirette di questa strage. Sui giornali di tutto il mondo si moltiplicano le notizie il riportare di notizie e di dettagli dei progressi, o presunti tali, nelle indagini, nella ricerca dei colpevoli». E ancora: «Le manifestazioni spontanee si moltiplicano a macchia d'olio sull'intero territorio francese, più o meno organizzate, più o meno simboliche, così come altrove in Europa. Il cartello e l'hashtag #jesuischarlie sta prendendo piede ovunque, in nome di una difesa della libertà di espressione e un rifiuto netto di ogni atto di censura. Una lettura un po' riduttiva, frutto di quella semplificazione dettata dalla necessaria velocità sintetica dei media di informazioni. Ma il rischio è tutto in questo aspetto: persone senza Dio e senza legge, che devono essere perseguite e condannate in nome della legge e non in nome di un dettato religioso (anche quando questo non è esplicito, ma semplicemente frutto della fusione culturale alla quale anche noi cosiddetti "cristiani occidentali" siamo soggetti). Un altro hashtag, un altro slogan, figlio di una visione altra per quanto ampiamente condivisa fatica a trovare spazio: #jesuisaAVECcharlie. (Io sto con Charlie, ma non mi identifico con Charlie). In questo momento risulta difficilissimo dare spazio alle buone pratiche del dialogo tra le religioni, dare spazio alle iniziative e prese di posizione forti ed esplicite di distanza da questi sedicenti "difensori dell'Islam" da parte dell'Islam. Eppure ci sono. E' significativo che l'incontro avvenuto tra il presidente della Repubblica Hollande e i leader religiosi (tutte le religioni) francesi non abbia trovato spazio sui media (se non quelli di chiara ispirazione religiosa). E' significativo che le dichiarazioni dei leader religiosi di condanna di questo atto atroce non abbia trovato risonanza in quanto parte di quell'insieme di buone pratiche ed esperienze positive di convivenza, dialogo e costruzione di una società civile plurale e pluralista.Massimo sostegno agli inquirenti nel non facile compito, massimo rispetto per le vittime e le loro famiglie, ma non dimentichiamo tutte le vittime indirette incluse quelle oggetto delle nostre paure. L'invito è quello di non cedere al tranello della chiamata all'alzata di scudi contro una religione. L'orrore di quanto avvenuto alla riunione settimanale della redazione di Charlie Hebdo non deve essere una tappa di una nuova guerra di religione».
 

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