Sicurezza
Già classificate le acque in vista della stagione 2015
A San Vincenzo, Marina di Castagneto e Bibbona il mare si conferma eccellente Dalla Regione Toscana definite le procedure Arpat in caso di inquinamento
SAN VINCENZO. Pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana l’aggiornamento annuale delle acque di balneazione, con le disposizioni impartite dalla Regione ad Arpat e ai Comuni per il 2015.
La classificazione. A San Vincenzo, eccellente classificazione per le acque dei punti di prelievo Conchiglia, San Vincenzo centro-nord e centro-sud, Principessa nord, centro e sud, Rimigliano nord e sud; buona nel punto Botro dei Marmi sud, mentre "sufficiente" nei punti Botro dei Marmi nord, Torre Nuova est e ovest. Eccellente classificazione per tutti i punti di prelievo di Castagneto Carducci, ossia Fosso Camilla, Il palone, Fosso seggio di Bolgheri, Marina di Castagneto centro e sud, Fosso Carestia e Paradiso. Eccellenti anche i tre punti di prelievo a Bibbona: Marina di Bibbona centro, sud e nord. Unico divieto permanente è Botro dei Marmi, a San Vincenzo.
Disposizioni per il 2015. Fra le disposizioni della Regione ad Arpat e ai Comuni, spiccano quelle relative alle azioni obbligatorie in casi di inquinamento marino. Qualora si verifichi una situazione inaspettata e potenzialmente inquinante, le amministrazioni comunali possono delimitare in via preventiva le zone da vietare alla balneazione, specie nei casi di segnalazioni del gestore del servizio idrico circa problemi agli impianti o nei processi di depurazione in concomitanza con particolari eventi metereologici, e dei Consorzi di bonifica per criticità connesse alle attività di gestione del reticolo di regimazione delle acque meteoriche.
Il divieto temporaneo di balneazione in via preventiva può essere rimosso solo quando le analisi di Arpat dimostrino il ripristino della qualità delle acque. Le ordinanze di chiusura e riapertura devono essere inviate in copia a Regione e Arpat. La segnaletica deve essere apposta dalle amministrazioni comunali in un punto facilmente accessibile nelle immediate vicinanze della zona di balneazione, e deve riportare i divieti di balneazione e comunicare tutte le informazioni (articolo 15 comma 1 del DL 116/08). Nel caso di superamento di uno o più parametri, Arpat deve darne immediata comunicazione al sindaco e al competente settore della Regione, oltre ad avviare tempestivamente i campionamenti previsti ai fini della revoca del divieto. Il Comune, dopo la comunicazione di Arpat, deve emettere subito il divieto di balneazione della zona non conforme e comunicarlo al Ministero della Salute, subito per posta elettronica e poi per posta ordinaria, indicando le cause del divieto. Analoga comunicazione dev’essere inoltrata alla Regione.
Nei casi di inquinamenti di breve durata, la causa deve essere chiaramente identificabile e presumibilmente non impattante sulla qualità delle acque per più di 72 ore dall’accertamento dell’inquinamento, i Comuni devono inoltrare richiesta formale a Regione e Arpat per attivare tale procedura, indicare la causa dell’inquinamento, l’adozione di misure di gestione adeguate per prevenire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento e per prevenire, ridurre o eliminare le cause dell’inquinamento stesso. Richiesta da fare via mail e formalizzata entro 7 giorni dall’inizio dell’inquinamento.
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