Il Tirreno

economia

Commercio in chiaroscuro pesa la tassazione locale

di Manolo Morandini
Alcuni clienti a caccia di occasioni in un negozio del centro di Cecina
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Alcuni clienti a caccia di occasioni in un negozio del centro di Cecina

Cecina, i risultati dell’indagine statistica promossa da Confesercenti tra gli associati provano a traguardarer lo stato di salute del settore al di là dell’andamento dei saldi

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CECINA. Scelgono il chiaroscuro i commercianti. Il bianco e il nero. I colori estremi che fotografano lo stato di salute del commercio cecinese sulla scorta dell’analisi statistica condotta da Confesercenti presso i propri associati. «Se da una parte l’andamento dei saldi potrebbe aprire a lievi accenni di ottimismo, ciò che in realtà pesa è il contesto, il quadro generale nel quale questo dato positivo va ad inserirsi», afferma Umberto Chisci presidente di Confesercenti Cecina.

L’associazione del settore del commercio a chiesto ai propri iscritti, tramite un questionario, come fossero andati questi primi di giorni di saldi, quale andamento si aspettano per i prossimi mesi, considerato che la stagione degli sconti si chiuderà il 3 marzo, come hanno valutato l’impatto sugli acquisti natalizi del bonus di 80 euro dato dal governo Renzi nei mesi scorsi e se ci siano stati effetti sull’andamento delle vendite a causa degli alti livelli di tassazione locale sulle famiglie.

Gli statistici parlano di sentiment ovvero di una modalità di analisi che permette di comprendere le opinioni, gli umori, i punti di vista esistenti tra i commercianti cecinesi. «I risultati sono stati in chiaroscuro», sottolinea il presidente Chisci. La ventata di ottimismo alimentata dall’avvio dei saldi non basta.

«Le nostre attività commerciali da un tempo che appare ormai infinito subiscono il peso di una crisi che iniziata come internazionale ha assunto poi contorni sempre più locali, con tutte le difficoltà che il livello amministrativo comunale ha dovuto affrontare, pur tra mille complicazioni, per fare fronte al bisogno di rilancio economico dei nostri territori – sostiene il presidente Confesercenti Cecina –. In altri termini, l’andamento positivo dei saldi, che pure gli operatori ci comunicano, non può bastare a compensare il cattivo andamento dei consumi registrato in tutto il corso del 2014 e delle annate precedenti. Neppure gli 80 euro che il governo Renzi ha distribuito sono serviti a contribuire ad invertire questa tendenza».

Dallo studio emerge una compressione dei consumi e per l’associazione «un ruolo fondamentale lo ha giocato il livello della tassazione locale che in buona parte pare avere annullato i possibili effetti positivi del contributo governativo». Il meccanismo registrato dai commercianti è semplice. «I nostri operatori ci confermano quasi all’unisono che l’andamento delle vendite, sia durante i saldi che fuori dal periodo degli sconti, è direttamente proporzionale a quello della pressione fiscale. Un dato che deve far riflettere le nostre amministrazioni locali alle quali da molti mesi rivolgiamo incessanti appelli affinché insieme si possa avviare un confronto su questo tema, che rischia di impattare in modo irreversibile sul destino di molte piccole imprese del settore commerciale».

Per Chisci a Cecina «la situazione è nel complesso meno drammatica di altre realtà del territorio provinciale, ma non ci sono ancora le condizioni per ritenere che siamo fuori dalla crisi. Piuttosto ci pare che ci troviamo in mezzo al guado: davanti a noi si intravedono segnali positivi, ma c’è la necessità che l’amministrazione comunale confermi un atteggiamento di attenzione verso le imprese e di dialogo con le associazioni categoria, nell'interesse comune di salvaguardare il territorio da pericolose inversioni di tendenza».

Lo sforzo è quello di guardare oltre il fenomeno saldi. «Cercando di capire l’andamento complessivo delle vendite nei vari anni e al momento, considerato che il 2013 è stato un anno davvero nerissimo, i buoni segnali del 2014 non possono certo essere ancora considerati sufficienti a compensare le gravi perdite precedenti – conclude Chisci –. L’auspicio è che anche il prossimo bilancio comunale rafforzi la tendenza dell’amministrazione comunale a definire linee condivise di sviluppo e a mantenere il più calmierato possibile il livello di tassazione sia sui cittadini che sulle imprese».

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