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Addio Lugano Bella, il "Garibaldi" ricorda Pietro Gori

Elisa Pastore
La celebrazione per Pietro Gori
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La celebrazione per Pietro Gori

Castiglioncello, il coro di Pardo Fornaciari e le letture di Fabrizio Parrini alla stazione celebrano i 150 anni della nascita dell'avvocato anarchico

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CASTIGLIONCELLO. Dopo il tutto esaurito per “La fiaccola dell'anarchia” al teatro Solvay di Rosignano, il 9 gennaio uomini e donne di tutte le età hanno cantato assieme al coro Garibaldi d'assalto diretto da Pardo Fornaciari. «La seconda tappa di questo percorso – ha introdotto l'assessore Licia Montagnani – che abbiamo scelto per onorare i 150 anni dalla nascita di Pietro Gori, questa figura così vicina ai nostri cuori, questa figura così attuale a maggior ragione oggi, alla luce degli ultimi accadimenti che hanno scosso il mondo». Un omaggio all'avvocato, al poeta, al giornalista, all'anarchico cittadino del mondo ma sempre legato alla sua casa di Rosignano.

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E proprio la scelta di ricordare il suo funerale nel piazzale della stazione di Castiglioncello non è stata casuale. Il suo feretro infatti, dopo essere stato trasportato dall'isola d'Elba, dove morì, al porto di Piombino, giunse infatti in treno alla stazione di Castiglioncello e da lì al cimitero di Marittimo, dove tutt'oggi riposa nella tomba di famiglia. Un anarchico romantico che è stato ricordato grazie alle letture dello scrittore Fabrizio Parrini e alle canzoni del coro Garibaldi d'assalto.

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Tra queste, “Addio Lugano bella”, che scrisse durante il suo esilio in Svizzera, “Inno lavoratori del mare”, che fu stampata sui libretti di navigazione dei marittimi genovesi dei primi del Novecento e “Nostra patria”, cantata da tutti i presenti, che ha concluso la seconda tappa di ieri a Castiglioncello. Ma anche “Oh mia bella morettina”, “E semo livornesi”, “Lamento per la morte di Caserio” e “Vieni o maggio” con coda di tre strofe cantate in lingua spagnola. Tra i brani interpretati dal coro diretto da Pardo Fornaciari anche “Ballata per la morte di Pinelli”, l'anarchico milanese che morì precipitando da una finestra della questura di Milano nel '69 in seguito alla strage di Piazza Fontana, ricordato con commozione dalla figlia Claudia all'incontro-spettacolo di giovedì sera al Teatro Solvay. Un incontro, quello che si è tenuto ieri pomeriggio, per riaccompagnarlo ideologicamente nel suo ultimo viaggio ma che è stato dedicato anche al settimanale satirico “Charlie Hebdo” con la lettura di un editoriale del direttore Charb, rimasto ucciso nell'attentato.

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Una poesia contro l'intolleranza per esprimere che «la libertà di ridere senza alcun ritegno la legge ce la dà, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova». All'appuntamento di ieri, tanti cittadini che hanno voluto rendere omaggio al suo funerale e che il 10 gennaio potranno nuovamente unirsi nel ricordo dell'anarchico nella piazza a lui intitolata a Marittimo, alle ore 10, ascoltando canzoni e testi da lui scritti e interpretati dal coro Anpi di Rosignano e dagli studenti dell'Isis Mattei. 

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