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Strage al Charlie Hebdo, studenti in strada con una matita

di Michele Falorni
Gli studenti del Fermi durante il sit-in di fronte alla scuola
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Gli studenti del Fermi durante il sit-in di fronte alla scuola

Cecina, hanno aspettato la fine della mattinata, poi cinque minuti a mezzogiorno sono usciti per disporsi a semicerchio davanti alla scuola tutti insieme i liceali del Fermi

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CECINA. Hanno aspettato la fine della mattinata, poi cinque minuti a mezzogiorno sono usciti per disporsi a semicerchio davanti alla scuola tutti insieme. Ieri mattina, gli studenti del liceo Fermi sede di via Ambrogi hanno aperto una riflessione sulla strage di Parigi che ha visto uccisi giornalisti e vignettisti del periodico Charlie Hebdo. A organizzare l'iniziativa,  l'8 gennaio, la consulta degli studenti e i rappresentanti di istituto. I ragazzi sono rientrati il 7 gennaio dalle vacanze natalizie, ma hanno voluto dedicare tempo a letture e a un minuto di silenzio con una matita in mano. Per ricordare chi è morto sotto il fuoco dei mitra. E hanno scelto alcune letture fatte a voce alta, nate dall'analisi dei quotidiani e dei portali internet oltre a stringere un lapis in mano per non dimenticare chi aveva scelto la satira quale strumento di critica.

E così, d'accordo con il preside Luigi Di Pietro, i liceali sono usciti in silenzio per rimanere in piedi a pochi passi dall'ingresso, nel cortile interno, ascoltando con attenzione le parole lette a voce alta e più volte sottolineate a matita dai rappresentanti. Una scelta nata dalla necessità di interpretare un episodio tremendo. "Noi come studenti di un paese democratico - è scritto a penna nel foglio - dobbiamo dimostrare la nostra indignazione contro un gesto così brutale verso quella che altro non è se non libertà di opinione ed espressione, che va difesa sempre, dovunque e comunque".

Un passaggio significativo, pronunciato dopo il veloce ma preciso riepilogo dei fatti, avvenuti nella capitale parigina considerata il cuore dell'Europa. Le migliaia di persone scese subito in piazza, oltre agli attestati di solidarietà giunti da ogni parte del mondo, li hanno spinti a prendere posizione. I ragazzi si sono documentati leggendo i giornali e consultando la rete, per avere il quadro preciso prima di parlare. Estratti di ciò che è stato scritto dai mezzi di informazione sono serviti loro per capire quanto valgano la difesa dei valori che costituiscono la nostra società al pari della libertà di opinione e di critica. Un attimo dopo il suono della campanella, a mezzogiorno, i liceali hanno estratto una matita, simbolo del settimanale e dei giornalisti che vi lavoravano, per alzarlo e ricordarne in questo modo l'impegno costante attraverso il minuto di silenzio. Poi, senza esitare, sono rientrati in classe. Colpiti ma coscienti di fronte a una tragedia che nessuno si aspettava.

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