Il dolore
Il teatro resta chiuso, niente proroga
Il decreto di fine anno non prevede lo slittamento dei termini per adeguare la struttura alle norme antincendio
VADA. Il teatro Ordigno resta chiuso. Stop a spettacoli, balletti e commedie in vernacolo. Niente concerti di primavera. Le nebbie attorno alla riapertura della struttura vadese si sono dissipate nella giornata di ieri, quando all’amministrazione è stato chiaro che il decreto Mileproroghe, varato lo scorso 31 dicembre dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, non contempla casi come quello riguardante il teatro di Vada. In pratica, tanto per essere chiari, L’Ordigno non godrà della proroga per l’adeguamento alle normative antincendio. E quindi, non essendo a norma, il teatro deve rimanere chiuso.
Una doccia fredda per l’associazione che gestisce L’Ordigno ma anche, e soprattutto, per le centinaia di persone che frequentano la struttura. La dimostrazione dell'interesse dei cittadini per i programmi è data dai numeri: in 8 mesi di attività dell'anno 2013 ci sono stati 50 spettacoli con un dato di presenze di pubblico pari a 4.500 spettatori, ossia una media di 90 presenze per ogni spettacolo. Un successo che però non è servito a impedire la chiusura della struttura alle porte di Vada.
Il teatro, lo ricordiamo, è stato repentinamente chiuso giovedì 27 novembre, con una lettera del dirigente comunale del Settore qualità della vita ai vertici dell’Ordigno. In pratica, dato che l’edificio alle porte di Vada non risponde ai necessari requisiti delle normative antincendio, l’amministrazione ha stabilito di interrompere l’attività di spettacolazione. Per quanto riguarda invece corsi di danza, ginnastica e prove musicali, era stato deciso che la struttura sarebbe potuta restare aperta, visto che per queste attività non è prevista la presenza di pubblico. Che l’attività del teatro fosse a rischio si sapeva da due anni. È dal 2011 che sono variate le normative di adeguamento antincendio, che avrebbero imposto una ristrutturazione dell’immobile. Il Governo, nell’autunno del 2012 e poi del 2013, ha prorogato il termine per l’adeguamento e quindi l’edificio ha proseguito la regolare programmazione. Poi la doccia fredda di fine novembre. Dal giorno successivo alla chiusura si sono scatenate le polemiche. Prima di tutto i cittadini hanno organizzato un corteo di protesta attraverso le vie del paese, poi compagnie teatrali, attori e cantanti amatoriali hanno manifestato il loro disappunto inviando al nostro giornale, che nel frattempo ha avviato una campagna per la riapertura del teatro, testimonianze e appelli: tutto pur di ottenere che L’Ordigno tornasse ad accogliere gli spettacoli.
Sulla vicenda è intervenuto anche Massimo Paganelli, noto ex direttore di Armunia e del teatro Metastasio di Prato, che ha sottolineato come la chiusura di un teatro sia sinonimo di scarso legame di un territorio con la cultura.
L’amministrazione comunale, dal canto suo, fino agli ultimi giorni di dicembre ha ripetuto che l’unico modo per ottenere la riapertura veloce dell’Ordigno sarebbe stato il decreto Milleproroghe. Mentre per i lavori di adeguamento antincendio e più in generale di riqualificazione (per cui sono già stati stanziati 340mila euro) il Comune ha annunciato che si dovrà attendere fino alla seconda metà di quest’anno.
Ieri la brutta notizia. «Abbiamo spulciato il decreto - spiega l’ingegner Andrea Immorali - confrontandoci anche con i vigili del fuoco di Livorno, ma sembra proprio che la proroga per l’adeguamento sia stata concessa solo alle strutture turistico-ricettive». Ciò significa che il teatro di Vada non potrà riaprire. Il sindaco Franchi rassicura i cittadini: «La proroga sarebbe stata solo un’opportunità per una riapertura tempioranea. I lavori si faranno in estate come già previsto. I progetti sono pronti e bandiremo la gara per affidare l’intervento».
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