Guccini, Staino e Rossi al teatro Solvay nel nome di Pietro Gori
Al via stasera alle 21 con un concerto-riflessione l’evento per celebrare la storica figura dell’anarchico
ROSIGNANO. Al via questa sera al teatro Solvay la quattro giorni per ricordare Pietro Gori. In occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita, anarchico e poliedrico intellettuale di fine '800, il Comune di Rosignano Marittimo, insieme alla Regione Toscana, alla Fondazione Giorgio Gaber e ad Armunia, ha organizzato una serie di eventi, fino a domenica 11 gennaio. Ad aprire i quattro giorni di iniziative, dal titolo "Perciò fummo ribelli", stasera alle 21 al teatro Solvay.
La Fondazione Giorgio Gaber presenta "La fiaccola dell'anarchia", incontro-spettacolo, gratuito, con Francesco Guccini, Sergio Staino, Sandro Luporini, Paolo Rossi, Paolo Finzi (direttore della rivista A), Claudia Pinelli (figlia di Giuseppe Pinelli), Giampiero Alloisio (cantautore), Les Anarchistes (gruppo musicale) e Paolo Dal Bon (Presidente della Fondazione Gaber). Trattandosi di un evento gratuito, non sarà possibile prenotare e gli spettatori potranno accedere alla struttura a partire dalle ore 20, per gruppi di 30 persone, fino ad esaurimento dei 500 posti disponibili.
Il secondo appuntamento si terrà domani alle ore 15.30 alla stazione di Castiglioncello (nell’area del parcheggio), "Omaggio a Pietro Gori in ricordo del suo funerale" con la partecipazione di Fabrizio Parrini e del Coro Garibaldi d'assalto diretto da Pardo Fornaciari. In caso di pioggia l'evento si terrà all'interno dell'edificio della stazione.
Si proseguirà sabato con una serie di appuntamenti: alle 10 in piazza Pietro Gori (sala Don Nardini in caso di maltempo) a Rosignano Marittimo "Addio Lugano bella", canzoni e testi di Pietro Gori interpretati dal Coro Anpi di Rosignano e dagli studenti dell'Isis Mattei; alle 11.30 la deposizione di una corona di alloro al cimitero di Rosignano Marittimo (in caso di pioggia il corteo sarà in auto); alle ore 15 e 16 si terranno invece delle visite guidate al Fondo Pietro Gori, presso il Castello di Rosignano, a cura della cooperativa Microstoria.
Un fondo particolarmente interessante, dove si trovano libri, quadri e vari cimeli di Pietro Gori, tra i quali l’unica copia completa esistente della rivista “Criminologia Moderna”, che Gori ha diretto negli anni passati in Argentina. «Un fondo - come spiega Edina Regoli, direttrice del Museo archeologico di Rosignano - che si è arricchito con donazioni e lasciti della popolazione locale. Molto importante è la biblioteca, che apre uno squarcio sugli interessi di Pietro Gori».
Infine, domenica, si terranno tre ulteriori appuntamenti per le visite guidate al Fondo Pietro Gori con partenza alle ore: 10, 15 e 16. «Ho lavorato con amore a questo progetto - dice l'assessore al turismo Licia Montagnani - che costituisce solo l'anteprima di un più ampio programma che si svilupperà per tutto il 2015. In un periodo in cui la parola chiave è innovazione, è scattato un meccanismo che ci ha fatto rendere conto di quanto fosse innovativa la figura di Pietro Gori e come del resto il suo modo di comunicare, dato che ha diffuso il suo messaggio attraverso vari stili, come ad esempio la canzone».
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