Il Tirreno

l'inaugurazione

Tutto esaurito per il nuovo teatro Roma

di Manolo Morandini
Un momento dell'inaugurazione del teatro Roma a Castagneto Carducci
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Un momento dell'inaugurazione del teatro Roma a Castagneto Carducci

Castagneto Carducci, la struttura torna ai fasti ottocenteschi. I lavori finanziati dalle aziende vitivinicole del territorio

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CASTAGNETO CARDUCCI. Un salvataggio in due tempi. Doveva trasformarsi in albergo e appartamenti il teatro Roma. Sembra incredibile, ma la prospettiva incombeva sulla struttura, nel cuore di Castagneto Carducci, appena quarant’anni fa. Si deve alle sollecitazioni dei cittadini e alle scelte delle amministrazioni se la storia ha un finale in positivo. La nuova inaugurazione degli spazi ritrovati, i due ordini di palchi e il foyer nel giorno dell’Epifania, ha un sapore particolare. Un complesso inutilizzato per anni, acquistato dal Comune. Restaurato nel 2004, ma solo in parte. Fino alla festa con tanto di concerto con cui il 6 gennaio si è tornati ai fasti ottocenteschi.

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La curiosità è tanta. I castagnetani si presentano all’ingresso del teatro in largo anticipo. E all’apertura delle porte alle 16,30 corrono alla conquista di posti a sedere, in platea ma soprattutto su quei palchi che per anni hanno visto dal basso come spazi inaccessibili. In pochi minuti è tutto esaurito. E c’è chi per non mancare si accontenta di un posticino in piedi nei corridoi della platea. «Questo è il nostro luogo del cuore, un piccolo gioiello che torna alla piena fruibilità della comunità di Castagneto – dice il sindaco Sandra Scarpellini –. Un luogo in cui auspichiamo che possano trovare spazio non solo la drammaturgia e alla musica importanti ma anche quella tradizione popolare che per anni ha animato la comunità». E si pensa anche a uno spazio a misura della locale Filarmonica. Insomma, un luogo per la cultura a tutto tondo, «con proposte capaci di scaldare il cuore e l’anima. Da utilizzare, ma da trattare con cura. Un luogo per occasioni di crescita personale e collettiva».

L’operazione restauro si deve alla regia del vicesindaco Miriano Corsini, che ha anche la delega all’agricoltura. In tempi di vacche magre per dare gambe al progetto la soluzione è arrivata dal coinvolgimento delle aziende vitivinicole del territorio. Una quarantina quelle che hanno aderito permettendo di raggiungere la cifra necessaria a finanziare i lavori. I nomi sono in bella mostra all’ingresso del teatro. Tutte chiamate sul palco per un saluto e la consegna di un attestato di ringraziamento. «Ci siamo orientati sulle aziende del settore vitivinicolo perché rappresentano un’eccellenza del territorio non solo in termini economici ma anche in un’ottica culturale. Da qui l’idea di lanciare la proposta di matrimonio che ha permesso questo risultato registrando un’adesione superiore alle previsioni».

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Rispetto ai centomila euro attesi infatti ne sono stati raccolti 122.100. Gli imprenditori delle aziende vitinicole che hanno sposato la causa del teatro Roma uno ad uno sono invitati a salire sul palco. E tranne qualche defezione per malattie di stagione o impegni dovuti alla concomitanza con le festività natalizie ci sono tutti. Un orgoglio e un attaccamento al territorio che sul palco in rappresentanza di tutti si traduce nelle parole di Cinzia Merli, titolare dell'azienda Le Macchiole di Bolgheri. «Sono stata adottata da Castagneto nel 1987 – esordisce –. L’immagine che ho del teatro è quella di quando vi accompagnavo i miei figli per le recite delle elementari. Vederlo oggi nella sua veste restaurata riempie d’orgoglio. È un gioiello che ci ricorda che viviamo in un territorio meraviglioso e pieno di eccellenze. È certo che resta ancora tanto da fare, ma ogni piccolo passo in avanti merita di essere celebrato e salutato con soddisfazione».

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