Sicurezza
Salvato tra le auto in corsa ecco la storia di Ultimo
Castagneto Carducci, Alessio Cordì si è preso cura dell’animale smarrito «Ho accostato il furgone e sono sceso. So che cosa vuol dire perderne uno»
CASTAGNETO CARDUCCI. Ultimo per diversi motivi, perché l’ha scampata bella proprio la sera di Capodanno, è stato infatti l’ultimo cane salvato del 2014 e per fortuna, la brutta avventura che l’ha visto protagonista, ha avuto un lieto fine. Ultimo è il nome fittizio dato a un meticcione bianco da chi, la sera del 31 dicembre scorso, l’ha messo in salvo, mentre percorreva spaurito un tratto di strada della Fi-Pi-Li, all’altezza di Empoli. Alessio Cordì, giovane castagnetano, molto conosciuto in paese, la famiglia possiede il vivaio Ballandi a Donoratico, stava recandosi a una festa a Firenze, attorno alle 18 quando un brusco rallentamento ha interessato il suo percorso.
«All’altezza di Empoli – racconta – dopo una serie di rallentamenti che hanno portato anche qualche piccolo tamponamento, il traffico è ripartito lentamente. A quel punto però mi sono accorto della presenza del cane e non ho esitato, ho accostato e sono sceso. Non sono stato molto prudente, questo lo ammetto, in una strada come quella poi, sempre molto trafficata. Ma ho pensato solo al cane, so cosa vuol dire perderne uno». E aggiunge: «Ho cercato di prenderlo per metterlo in salvo, visto che le auto avevano ripreso il movimento. Sono stato agevolato dal fatto che il cane era buonissimo. Così l’ho caricato sul mio furgone e sono uscito ad Empoli ovest dove ho contattato la polizia stradale che, a sua volta, ha chiamato la protezione animali, che è arrivata dopo circa 20 minuti conducendo il cane al sicuro».
Forse a mettere in fuga il cane sono stati i bòtti di Capodanno, che sono un vero grattacapo per gli animalisti e i proprietari di animali che, da sempre, promuovono campagne per vietarne l’uso. Per fortuna Ultimo ce l’ha fatta, nonostante abbia sfidato il destino percorrendo la trafficata strada di grande comunicazione.
«Molto probabilmente – conclude Alessio Cordì – il cane è scappato perché impaurito dai primi bòtti, ma aveva il microchip e quindi è stato riconsegnato alla sua famiglia. È stata una buona azione per l’ultimo giorno dell’anno. Il cane era così dolce che mi ci sono affezionato subito tanto da ribattezzarlo Ultimo». E poco importa se il piccolo “contrattempo” gli ha giocato un paio d’ore di ritardo.
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