Il Tirreno

Minoranza all’attacco sui lavori a Le Creste

Il sindaco sul caso delle finestre da rifare: «Non sono rotte, sistema elettrico rovinato da un fulmine»

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. «Nessuna finestra da rifare». Il sindaco Franchi spiega che le finestre del centro culturale Le Creste «non funzionano regolarmente a causa di un fulmine che ha colpito la struttura durante uno degli ultimi temporali». Questa la spiegazione che il primo cittadino fornisce anche sul suo profilo Facebook.

Di persona Franchi sottolinea come «un fulmine ha bruciato il motore che gestisce il sistema elettrico per apertura e chiusura delle finestre a vasistas (apertura verticale verso l’interno), e quindi c’è necessità di una veloce sistemazione». In verità, a ben guardare, nella determina non era chiarito che il malfunzionamento fosse da collegare a un fulmine. Si cita invece un «sopralluogo del tecnico dell’unità operativa manutenzioni» e di un verbale che stabiliva «l’urgenza dei lavori al fine di ripristinare le condizioni climatiche rispondenti alla normativa vigente». Lavori per cui l’amministrazione ha messo in conto di spendere 24mila euro. «Sono soldi - dice Franchi - che troviamo nell’avanzo di bilancio 2014, che usiamo per questa urgenza».

Un intervento, quello al nuovissimo centro Le Creste - inaugurato nel dicembre del 2013 e costato oltre sei milioni di euro - che fa storcere il naso all’opposizione. Anche perché dopo l’inaugurazione molti sono stati i lavori extra che l’amministrazione ha dovuto fare al centro in via della Costituzione. Così i consiglieri Luca Simoncini (Rds), Niccolò Gherarducci e Silvia Gesess (Sul) presentano una interpellanza durante il prossimo consiglio comunale, per sapere da «sindaco e giunta quale sia l'opinione dell'amministrazione comunale rispetto alle continue manutenzioni necessarie a garantire il buon funzionamento del centro culturale, se è ritenuto dall'amministrazione comunale un buon investimento di risorse pubbliche». E ancora Simoncini, Gesess e Gherarducci chiedono di sapere se «sia intenzione dell'amministrazione comunale rivalersi economicamente sui progettisti e/o le ditte che hanno operato i lavori di costruzione, fornitura e rifinitura per i danni causati e per le spese sostenute per riparare ai malfunzionamenti, ad esempio le famose infiltrazioni d'acqua e se sia intenzione dell'amministrazione procedere alla richiesta danni verso il fornitore dell'arredamento dopo che diversi banconi, tra cui quello centrale della reception, si sono scollati (e rincollati successivamente)».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca