Il Tirreno

Sfratti, dai proprietari le prime aperture

di Manolo Morandini
Sfratti, dai proprietari le prime aperture

Siglati tre contratti di locazione per alloggi vuoti in cui è il Comune di Cecina a garantire sgravi e il pagamento del canone

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CECINA. Tre appartamenti presi, in trattativa per un’altro e uno per cui è saltato l’accordo per il prezzo troppo alto. Questo il bilancio delle adesioni al bando rivolto ai proprietari di alloggi vuoti per sottoscrivere contratti di locazione con il Comune, che ha scelto di farsi garante per il pagamento degli affitti concedendo anche agevolazioni fiscali. «Il termine è scaduto a fine novembre ma non trattandosi di una gara non è rigoroso – afferma l’assessore alla Qualità della vita Giovanni Salvini –. L’obiettivo resta quello di trovare soluzioni per arginare l’emergenza abitativa. Ma dobbiamo fare attenzione a che non siano esperienze penalizzanti per i proprietari in modo che la pratica si possa diffondere».

L’amministrazione prova ad acquisire direttamente alcuni contratti di locazione della durata di un anno più uno, tutelando così i proprietari, con l’impegno a corrispondere direttamente l’affitto e applicando un’aliquota Imu agevolata al 0,46% a fronte dell’1,06 per cento previsto per le case sfitte. «Molta gente viene sfrattata perché non ha più soldi per pagare l’affitto e le bollette di acqua, energia elettrica e gas - spiega l’assessore -. L’amministrazione comunale tenta di dare risposte a più persone possibile. La situazione attuale però pone problemi nuovi e complessi. E le risorse utilizzate fino ad oggi, assegnazioni di alloggi tramite Casa Livorno e Provincia, sistemazioni in residence o in roulotte, non sono più sufficienti ad accogliere il gran numero di persone che bussano alla porta dei servizi sociali del Comune».

Dalla metà di gennaio sarà disponibile anche un appartamento all’interno della Casa per ferie Santa Maria Goretti a Marina. «Lì potremo accogliere due nuclei familiari che individueremo in collaborazione con l’Asl», dice Salvini. Che aggiunge: «I casi di emergenza abitativa non trovano soluzione con la graduatoria delle case popolari: abbiamo una lista di trecento domande a fronte di 34 alloggi in costruzione. Alcuni sfratti siamo riusciti a farli rientrare attingendo ai fondi stanziati per i casi di morosità incolpevole».

L’emergenza abitativa è sempre più il riflesso della perdita del lavoro. «Siamo impegnati a mediare con i proprietari per concordare dei canoni di affitto sostenibili e in alcuni casi interveniamo economicamente, ma più che garantire che le famiglie di cui ci facciamo garanti sono delle brave persone non possiamo. Insomma, se a distanza di un anno si troveranno espulse dal mercato del lavoro per loro diventerà difficile garantire la regolarità dei pagamenti».

Per l’emergenza il Comune dispone di 21 alloggi concessi dai privati (oltre a quelli dell’ente). I 12 posti in residence e 7 roulotte. A Cecina si sfiora la soglia dei trecento alloggi di edilizia residenziale pubblica, 72 quelli realizzati tra il 2009 e il 2014. Altri 34 sono in costruzione e 12 saranno consegnati a Vada insieme al Comune di Rosignano. Ma nello stesso periodo sono stati spesi 900mila euro di risorse della Regione per soddisfare 1.200 richieste di aiuto per pagare gli affitti, prorogare gli sfratti o farli rientrare. Il tutto in una realtà di 28mila abitanti.

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