Attenzione
Il bello delle compagnie amatoriali
Ecco le realtà locali dai Poveri ma ganzi al Dopolavoro ferroviario
CECINA. In principio fu l’Artimbanco: la scuola di teatro comunale della Cinquantina fondata da Carlo Rotelli ha fatto proseliti. E in tempo di crisi la partecipazione al teatro locale è un’opportunità che molti sanno cogliere. Lo spettacolo proposto dai gruppi di teatro amatoriale gode difatti di un gradimento da parte del pubblico che può sorprendere. Basta assistere a una delle serate in cui viene proposta una qualsiasi proposta (quasi sempre a carattere comico) da qualcuno dei gruppi locali per rendersi conto della quantità del pubblico, ma anche dell’indubbio divertimento espresso in frequenti scoppi di risa e da ripetuti applausi.
Sta di fatto che il teatro degli artisti locali gode di buona salute. Occupa le sale specialmente il gruppo Poveri ma ganzi. È un teatro nato da una costola dell’Artimbanco, con la complicità nelle sua fase iniziale di Luigi Prota, un insegnante di recitazione, che ha guidato per qualche tempo in particolare alcuni dei fondatori del gruppo, da Flora Lombardi a Salvatores Candela, ad Andrea Ulivelli. Prota ne ha curato le regie, coniugando la sua vèrve partenopea con la popolaresca vis comica labronica. Un connubio felice che ha consentito in seguito l’assunzione della regia per alcune delle produzioni anche da parte di Massimiliano Gionti, uomo di cinema per l’occasione prestato al teatro, e poi di Andrea Simoni, e oggi di Lauro Bendinelli.Di tanto in tanto anche qualche attore di indubbie qualità artistiche più avanzate ha partecipato alle rappresentazioni del gruppo, come Giovanni Rindi, il quale passava disinvoltamente da ruoli serissimi delle produzioni dell’Artimbanco, come quella di Modigliani (o dalle parti assegnategli dal regista di cinema come Massimo Smuraglia) ai ruoli scanzonati nelle pièces iriverenti di Poveri ma ganzi.
A sua volta Luigi Prota ha contribuito anche ad un altro raggruppamento teatrale più legato alla realtà sociale della comunità di Vada con riferimento alla sala dell’Ordigno. Il gruppo Attori per caso ha fornito l’occasione per mettere in luce lo doti caratterizzanti di interpreti come Mario Baldeschi e Daniela Giandolfi. Lo stesso Prota ha proposto così insieme alla regia anche la sua drammaturgia con evidente successo. Da sottolineare anche la presenza del Dopolavoro ferroviario che parte dalla realtà cecinese ma pone qualche sua produzione anche oltre i confini del comune.
L’attività di questi gruppi talvolta colma certe lacune organizzative nella gestione delle sale locali. È il caso dello “stabile” di Guardistallo che da tempo gestisce il Marchionneschi per la direzione di Patrizia D’Amato. E si può pensare che se la sala del Solvay di Rosignano o il teatro Roma di Castagneto fossero affidati a qualcuna delle realtà teatrali locali l’apertura nell’arco dell’anno di quegli spazi sarebbe più ampiamente assicurata.
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