Sicurezza
«Sul fiume si doveva agire prima»
Belcari (Rifondazione) attacca Lippi: dimentica gli obblighi della Spa del porto
CECINA. Perché ci si è accorti solo ora che il fiume Cecina andava messo in sicurezza? Renzo Belcari di Rifondazione comunista interviene sulle dichiarazioni del sindaco Lippi in merito al ricorso al Tar presentato da un gruppo di imprese, che potrebbe portare allo stop dei cantieri sull’argine del fiume.
«Siamo tutti d’accordo - dice Belcari - che i lavori per il rafforzamento degli argini del fiume Cecina vengano eseguiti urgentemente, e a regola d'arte per mettere veramente in sicurezza tutti gli abitanti di Marina. Detto questo, però, sarebbe stato molto meglio (considerando l'alluvione del 1966) non cementificare e implementare le volumetrie dove c'era stata l'alluvione». Belcari si chiede se «le ultime amministrazioni sono sicure di aver rispettato tutte le leggi in materia. Sono anni che gli amministratori comunali di Cecina ci dicono che vanno messi in sicurezza gli argini del fiume, quindi potevano nel passato fare una gara d’appalto, per affidare i lavori con i tempi e le regolarità prescritte. Adesso, forse dopo le ultime due piene, qualcuno si è svegliato e si è allarmato». E a proposito del ricorso al Tar, Rifondazione sostiene che «il Tribunale amministrativo nella sua piena autonomia deciderà se il ricorso è fondato. Suscita meraviglia l'affermazione del sindaco di Cecina "... non accetto che per questioni burocratiche, si continui ad esporre il rischio di alluvione l'abitato di Marina". Speriamo - aggiunge Belcari - che tra le questioni burocratiche non ci siano il rispetto delle regole e di tutte le procedure in materia. Il sindaco dovrebbe esplicitare meglio e non copiare lo "stile" dell'attuale presidente del Consiglio». Ricordandogli che «è stato eletto solamente dal 24,4 % dei voti dei cittadini cecinesi», Belcari invita il sindaco «in omaggio alla trasparenza e alla democrazia, a chiarire a cosa e a chi si riferisce quando dice che “i lavori, chi li vorrà fermare dovrà assumersi le eventuali responsabilità civili e penali". Altrimenti potrebbe essere travisato, come se facesse un larvata minaccia verso qualcuno. Ci sembra che tutta questa acrimonia e decisionismo - conclude - il sindaco non l'abbia verso la SpA Porto di Cecina, che avrebbe dovuto concludere i lavori dell'argine sinistro entro giugno del 2013 (art. 5 Convenzione del 27/10/2011) cioè ben 18 mesi fa. Impegno garantito anche dall'art. 15 e da una fideiussione con una società di Bucarest. Se disgraziatamente il fiume dovesse straripare dall'argine destro di chi sarebbe la colpa civile e penale di tale disastro?»
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