Sicurezza
«Questa Tari ci ammazza» In strada rabbia e proteste
Corteo di una cinquantina di persone davanti al Comune: «Non possiamo pagare» I manifestanti ricevuti dall’assessore Nocchi: «Dovevamo pensare alla rateizzazione»
ROSIGNANO. Non appena ricevuto il modello F24 con l’importo della Tari, la nuova tassa sui rifiuti, da pagare in un'unica soluzione, avevano annunciato una manifestazione di protesta davanti al Comune. E così, ieri mattina, una cinquantina di persone si sono date appuntamento in via dei Lavoratori, a Marittimo, davanti all’ex sede del comunale. Da lì, scortati dalle pattuglie della forze dell’ordine, hanno marciato fino al castello, sede della Giunta. Arrivati alla reception, hanno chiesto di parlare con il sindaco Franchi al momento assente perché, hanno spiegato, impegnato in un incontro in Prefettura. E’ spettato all’assessore Piero Nocchi parlare con i cittadini. Un confronto diretto che in alcuni passaggi ha assunto toni accesi, durante il quale Nocchi si è impegnato a portare le istanze del gruppo al sindaco, a rincontrare una rappresentanza dei cittadini i primi di gennaio e a far si che, almeno per il 2015, l’importo della Tari venga rateizzato.
Sono da poco passate le 11, quando i cittadini, alla spicciolata, raggiungono via dei Lavoratori. Senza cartelli o striscioni, protestano contro l’aumento della tassa sui rifiuti. «Sono disoccupato – si sfoga un signore appena uscito dagli uffici di via dei Lavoratori con la bolletta in mano – devo pagare 240 euro di Tari. Ma come faccio?». Alle 11,30 il gruppo si raduna e percorre a piedi la distanza fino al castello. Tra il gruppo tante le donne. E saranno loro, davanti all’assessore Nocchi, al capogruppo del Pd Luca Agostini, a portare la voce della protesta organizzata per lo più attraverso Facebook: «E’ una manifestazione spontanea – dicono – non vogliamo partiti. Siamo qui per manifestare il nostro dissenso contro l’aumento della Tari. Vogliamo chiedere perché gli amministratori non abbiano pensato a rateizzare importi così elevati e perché dobbiamo pagare cifre così alte per riavere indietro pochi servizi».
A marciare anche alcuni giovani “sappiamo che da Roma hanno tolto risorse ai Comuni che sono costretti a riprendersele sul territorio attraverso le tasse – dice Davide Samuele Franchi – il problema è che le tasse che paghiamo non vengono trasformate in servizi. La visione della politica tra i cittadini è ormai quella che i soldi siano sprecati”. Ed ancora_: «La casa è la cosa più facile da tassare – dice Ignazio Pirrone – sono anni che i politici lo fanno e non cambia mai niente ». «Ho un figlio disoccupato - racconta Pasquale Ferri – con due bambini e prendo 1100 euro di pensione. Come faccio a pagare»? Tra il gruppo anche alcuni commercianti: “non ce la facciamo più. Ci costringono a chiudere o a non pagare”. Al castello il gruppo viene accolto dall'assessore Piero Nocchi. Prova a spiegare e partono le urla: «Dobbiamo sopportare una grande discarica sul territorio aperta anche alle emergenze nazionali con tutto ciò che ne comporta in termini di salute e ambiente. Perché dobbiamo pagare una Tari così alta?». Nel calderone della protesta entra di tutto: dalle strade colabrodo, ai servizi che non vanno. Poi si torna alla Tari, alla poca chiarezza circa il calcolo degli importi, coefficienti applicati a case sfitte, al poco tempo rimasto, nonostante il comune abbia deciso una proroga al pagamento di 15 giorni, per verificare le cifre, alla rabbia di dover pagare tutto in un unica soluzione. Nocchi risponde spiegando che il Comune di Rosignano ha ritardato “finché possibile l’applicazione della Tari proprio per non pesare sui cittadini. Una tassa decisa da Roma che prevede la copertura del servizio al 100% (la Tarsu arrivava al 60%). Di una cosa avete ragione – dice Nocchi – viste le cifre dovevamo pensare alla rateizzazione. Ma stiamo cercando valutando l’intera situazione”.
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