Italia
Capodanno senza bòtti, l’appello
San Vincenzo, gli animalisti chiedono al sindaco di vietare lo scoppio di petardi
SAN VINCENZO. Oltre agli incidenti alle persone, i bòtti - secondo i dati Lav - causano ogni anno la morte di circa 5mila animali, tra cui cani, gatti, uccelli. Le reazioni animali alle detonazioni sono incontrollate e possono minare l'incolumità delle persone. Ma nonostante i dati drammatici su scala nazionale, a San Vincenzo i bòtti, per le feste, non si fermeranno.
«Abbiamo adottato – spiega il sindaco Alessandro Bandini – quanto suggerito dalla Prefettura, cioè controlli su merce pirotecnica in vendita e sicura». Il Comune non ha seguito l'esempio di Piombino e Suvereto, in cui si è detto no ai bòtti per rispetto degli animali, salvo i 15 minuti di spettacolo pirotecnico “di categoria inferiore” a Suvereto, dalle 23.55 del 31 dicembre alle 0.10 del primo gennaio. Fuochi, tuttavia, non bòtti liberi, tanto che chi esplode raudi e petardi rischia sanzioni fino a 250 euro.
Hanno detto no ai bòtti, in Toscana, circa 40 Comuni. È proprio la paura che le detonazioni provocano negli animali ad aver prodotto proteste nella comunità sanvincenzina. Protesta che vanno avanti da alcuni anni e che vedono stavolta come protagonista Simona Foti, che fa parte dell’associazione Una zampa per la Spagna (che lotta contro la legge spagnola che prevede l'uccisione dei cani dopo 10 giorni in canile) e si occupa nella zona di adozioni di animali. «Ci sono cose che possono essere evitate – dice Foti –. Gli animali non hanno voce, dobbiamo essere noi a parlare per loro e far valere i loro diritti. I bòtti di Capodanno, oltre a essere pericolosi per le persone, causano tragiche conseguenze anche negli animali, i quali hanno l’udito ipersensibile». A schierarsi contro i bòtti è anche Rosita Morelli, di Animali per Amici, che si appella al sindaco: «Perché nel nostro comune non sono stati vietati i bòtti nelle feste? Altrove hanno capito che è un messaggio di civiltà rispettare anche i nostri amici animali. Vieti i bòtti, le farà onore».
Paolo Federighi
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