Il Tirreno

LA POLEMICA

Amianto, l'Ona replica a Solvay

Una panoramica dello stabilimento Solvay
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Una panoramica dello stabilimento Solvay

"Dati allarmanti sull'amianto"

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ROSIGNANO. Non si placa la polemica sull’amianto in Solvay. Dopo il video ed il servizio andato in onda sulla Rai nella trasmissione Gazebo in cui si faceva riferimento ad un collegamento tra lo stabilimento di Rosignano ed i decessi dovuti alla contaminazione da amianto, c’è stata la risposta della multinazionale la quale ha contestato il servizio. Ha parla di assurdità, respingendo ogni nesso fra morti e fabbrica. Si ricorda che su questo aspetto c’è anche un’indagine della magistratura e un iter giudiziario avviato.
La replica di Solvay non è piaciuta all’Ona (Osservatorio nazionale amianto), in particolare al comitato di Rosignano che per voce di Emanuela Costalli ha a sua volta risposto all’azienda. «Il marito della sottoscritta - scrive Costalli - è deceduto in seguito a mesotelioma e così suo fratello ed entrambi hanno lavorato, quali dipendenti di ditte esterne, nel sito Solvay di Rosignano. E soprattutto come risulta dala tabella 4 pubblicata a pag. 32 dello “Stato dell’arte e prospettive in materia di contrasto alle patologie asbesto-correlate” (del 18 giugno 2012), Rosignano si colloca ai primi posti in Italia in quanto a mesoteliomi, avendone registrati dal 1993 al 288 25 casi con un’incidenza pari a 5,1 casi per 100.000, quindi con un’incidenza di più del doppio della media nazionale, e tenendo presente che il mesotelioma è solo la patologia sentinella, è in atto una vera e propria epidemia di patologie asbesto-correlate tra i cittadini di questa città. Considerando che non tutti per fortuna lavorano nel sito chimico e soprattutto che nella statistica sono stati considerati tutti i cittadini (30.000) appare evidente che se si tiene conto dei soli dipendenti di Solvay il picco di mesoteliomi è esponenziale».

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