Sicurezza
«Nella nuova Casa della salute restano i problemi di sempre»
CASTAGNETO CARDUCCI. «Da che cosa deriva tanta soddisfazione?». Se lo chiede Sinistra per Castagneto sfogliando l’album fotografico realizzato in occasione dell’inaugurazione della Casa della salute...
CASTAGNETO CARDUCCI. «Da che cosa deriva tanta soddisfazione?». Se lo chiede Sinistra per Castagneto sfogliando l’album fotografico realizzato in occasione dell’inaugurazione della Casa della salute a Donoratico. Una domanda che si fa ancor più pressante per gli esponenti della lista d’opposizione nel vedere in uno scatto i vertici dell’Azienda sanitaria 6 di Livorno e gli amministratori del Comune di Castagneto Carducci sorridenti e soddisfatti. «Lo stesso giorno in cui partiva la casa della salute veniva annunciata la chiusura del centro diurno I Salci di Rosignano – affermano da Sinistra per Castagneto –. Così facendo in tutta la provincia non rimarrà più nessuna struttura che si occupi del recupero dei tossicodipendenti». Chiusura che per adesso è congelata.
«Per rimanere in tema a Castagneto, recentemente, si è tagliato anche il progetto degli operatori di strada, che aveva il compito di “agganciare” i giovani a rischio per avviarli verso percorsi di recupero. Sono state abolite, anche, le case di prima accoglienza, che fornivano un alloggio temporaneo a persone in difficoltà – sottolineano – Era stato previsto, nel nostro comune, alloggi per uomini o donne soli in difficoltà (anche con la presenza di minori), ma ancora è quasi tutto da realizzare».
Per quanto riguarda l’assistenza domiciliare «in seguito ai tagli fatti nella precedente legislatura, il servizio è stato ampiamente ridotto: è stato tolto un assistente domiciliare. La giunta attuale non solo non lo ha ripristinato, ma ha tagliato altri 15mila euro dal fondo sociale comunale. Tutto questo si inserisce nel quadro nazionale, in cui si tolgono risorse al settore socio-sanitario e si spostano nel privato, facendo sì che soltanto chi ha tanti soldi può pagarsi i servizi ed essere curato e assistito decentemente».
Non convince la Casa della salute. «Si dà una mano di vernice al vecchio presidio socio-sanitario, si cambia qualche targhetta sulle porte degli ambulatori e si vuole far credere che i problemi siano risolti – dicono –. Peccato che i contenuti siano gli stessi: ci sono gli stessi specialisti, gli stessi medici, le stessi infinite liste di attesa. La stessa carenza di spazi. Anzi, per qualcuno ( vedi assistente sociale e assistenti domiciliari) gli spazi sono addirittura diminuiti».
Nel giugno 2013 un gruppo di associazioni e di liste di sinistra organizzò la “marcia degli apini” visitando i servizi più a rischio di tutta la Bassa Val di Cecina.«In seguito a questa manifestazione i sindaci della zona si impegnarono a convocare una seduta congiunta e aperta dei consigli comunali della Bassa Val di Cecina, per assumere provvedimenti che fermassero la morìa dei servizi essenziali – conclude Sinistra per Castagneto –. Nessuno dei sindaci ha rispettato questo impegno. Da vent’anni la politica unitaria dei servizi socio-sanitari del nostro territorio era un esempio da seguire per tutta la Toscana. Adesso si arriva ad inaugurare la tinteggiatura e qualche targa nuova».
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