Il lutto
Addio a Marco Della Pina una vita tra cultura e politica
Professore all’Università di Pisa ed ex assessore provinciale all’ambiente Ha vissuto per anni a Marina, è morto in ospedale dopo una lunga malattia
CECINA. Nella mattina della vigilia di Natale è morto nell'ospedale di Pisa Marco Della Pina. Docente di storia contemporanea dell'Ateneo pisano, Della Pina ha trascorso gran parte della sua vita qui a Marina dove risiedeva con la prima famiglia e dove operava sul versante della cultura e della politica. Le sue passioni più avvincenti. Originario di Massa, aveva 67 anni. Di lui Massimo Guantini, suo amico da sempre, diceva: "E'un idealista". E aggiungeva: "Naturalmente anche con tutti i pregi e i difetti degli idealisti". Eppure Marco nel mondo della politica, da sempre trascorso da cinismo ed opportunismo, forniva l'occasione di apprezzare quasi un soffio di aria pura. Proveniva dall'esperienza pisana della contestazione giovanile del '68 ed aveva partecipato alla drammatica vicenda della protesta studentesca al capodanno viareggino della Bussola. Militante poi nell'area del Manifesto era progressivamente approdato sempre da sinistra verso le tendenze "verdi" fino ad assumere l'incarico di assessore all'ambiente nella Provincia labronica. Da qui la connessione per lui con le durezze della realtà e lo scotto con le mediazioni amministrative.
Tuttavia in lui prevaleva la propensione del docente, del ricercatore accurato nella storiografia, dell'insegnate stimato dai suoi studenti. Qui si era occupato tra l'altro del compito di creare il museo della civiltà agricola alla Cinquantina. Compito che aveva svolto con una cura ed una pervicacia uniche, recandosi anche a visitare esperienze analoghe in Emilia e documentandosi negli archivi locali e nazionali. Chi visita oggi quel museo può apprezzare che tutte le didascalie che accompagnano i materiali e il figurativo del percorso su due piani sono stati da lui compilati con una precisione singolare. Spesso scritti a mano con quella sua calligrafia minuta e chiara da amanuense paziente ed appassionato. Di lui poi resta localmente un saggio sulle origini della "Targa Cecina"che gli attuali cultori di quella storica manifestazione farebbero bene a leggere attentamente per scoprirne le autentiche vocazioni originarie. Marco se n'è andato senza far rumore. Da tempo ammalato aveva però continuato nei limiti del possibile a seguire la sua professione di ricerca, di studio, di insegnamento. Ed aveva lottato nel suo stile per non darla vinta alla malattia. Secondo la regola di un "idealista"par suo che non si rassegna mai.
Carlo Rotelli
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