Lutto
Quel monito alle spalle dei politici
Restaurato il maxi affresco di Bandini in cui si ricorda il dovere di garantire libertà e democrazia
CECINA. Impossibile non posare gli occhi su quell’affresco. Su quei segni che dal verde scuro virano all’ocra, fino all’azzurro. Un monumentale murale, raffigurante le violenze perpetrate contro la dignità dell’uomo, realizzato dall’artista cecinese Sirio Bandini, morto nel 2009, a cui sarà intitolata la sala delle esposizioni al piano terra del rinnovato Comune Vecchio.
Un’opera tornata ai colori originari, oggetto di restauro, che incombe sulle teste degli amministratori e dei consiglieri. Un appello quello di Bandini alla società civile, ma anche un monito ai politici e agli amministratori nel garantire libertà e democrazia. E chissà che non riesca a scuotere le coscienze e tener viva la fiamma del bene comune in chi si trova a guidare i destini della città, al di là delle sottolineature dovute alla solennità di un’inaugurazione.
A salutare la riapertura al pubblico della sala consiliare dopo sei anni di stop è stata anche la figlia del pittore Raffaella Bandini: «L’auspicio è che questo luogo sia reso vivo e capace di far scoprire il bello alla gente». E per l’occasione il Comune Vecchio ospita la mostra collettiva di Natale di Claudio Carotenuto. Mentre alla Galleria Bandini, fino al 10 gennaio, è visibile la collettiva “Gli amici di Sirio”, con opere di Franco Franchi, Renzo Galardini, Ivo Lombardi e Antonio Possenti.
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