Il Tirreno

il caso

Bollette Tari assalto all’ufficio tributi

Alessandra Bernardeschi
Coda agli sportelli dell'Ufficio tributi (foto Pierluigi)
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Coda agli sportelli dell'Ufficio tributi (foto Pierluigi)

Centinaia di persone in coda agli sportelli del comune di Rosignano, proteste per l’ammontare delle bollette che arrivano anche a 600 euro

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rosignano. Annunciata da giorni, è scoppiata la bomba Tari. Con tanto di assalto agli sportelli dell’ufficio tributi del Comune. Le prime cartelle sono arrivate a casa per posta ordinaria. Qualche riga che spiega come, a partire dal 1 gennaio 2014, la Tari abbia preso il posto della Tarsu e che la nuova tassa deve ricoprire integralmente i costi del servizio di smaltimento dei rifiuti. Allegato, il modello F24 per pagare il conguaglio in un'unica rata.
Cifre che in molti casi sono arrivate a raggiungere i 400 euro ma anche a superare i 600 e che devono essere sembrate da capogiro a molti cittadini che, fogli alla mano, si sono riversati allo sportello dell’Ufficio tributi in via Cairoli a Rosignano Solvay per chiedere delucidazioni. Tanto che nella mattinata del 23 dicembre si contavano oltre cento persone in coda nei locali di via Cairoli.


C’è chi protesta per l’importo ritenuto troppo alto, per la poca chiarezza sul calcolo dei coefficienti che dà adito a fraintendimenti; c’è chi dichiara errori formali relativi a garage o ripostigli e, infine, c’è chi protesta per le lunghe attese prima di raggiungere lo sportello con gli addetti ai lavori. Tanto che, ad un certo punto, sono dovuti intervenire i vigili a calmare le acque e a dare una mano ai dipendenti comunali. Una pattuglia che è rimasta negli uffici di via Cairoli la mattina e che si è ripresentata anche nel pomeriggio. Ma non è bastato.
Telefono alla mano, decine di persone hanno iniziato a segnalare disagi alla nostra redazione. «Prima di pagare – dice Bruno Doveri – invito tutti a fare attenzione. Ad amici è arrivata una bolletta da 400 euro ma ci sono degli errori». A Paola Luperini è arrivata una bolletta di conguaglio di oltre 400 euro: «una cifra troppo alta – dice – in quella casa abitiamo soltanto in due. In via Spadolini a Castiglioncello sono tante le famiglie arrabbiate. Cifre alte e oltretutto da pagare entro il 31 dicembre. Siamo pronti a raccogliere le firme. Anche perché voglio sottolineare che, sul nostro territorio, abbiamo anche una discarica». Ancora proteste per quelli che sono ritenuti errori arrivano da Vada: «eppure il Comune aveva il tempo necessario per effettuare controlli incrociati», sottolineano i cittadini.


Ma tra i residenti c’è anche chi sottolinea il poco tempo rimasto per saldare il conto, o magari per chiedere spiegazioni in merito alle cifre riportate sulle bollette. Da qui al 31 ci sono solo 7 giorni ma, di questi, almeno tre sono festivi: è chiaro che non c’è abbastanza tempo per chiedere delucidazioni all’Ufficio tributi: «o paghiamo o abbiamo il timore che scatti la mora», dicono in molti davanti agli sportelli dell’Ufficio tributi.
Insomma un vero e proprio caos, perché se fino ad oggi le imprese e le famiglie pagavano la copertura del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti al 60%, da adesso la copertura delle spese dovrà coprire il 100%. Un aumento che per alcune famiglie arriva fino al 40% che sta pesando sui cittadini che hanno visto volatilizzarsi le tredicesime in tasse. Ma a pesare, a sentire le segnalazioni, è anche la poca chiarezza circa il calcolo sui coefficienti. La Tari, infatti, non viene calcolata solo sui metri quadrati delle abitazioni ma anche sul numero dei componenti della famiglia. Infine la Tari è prevista per chi ha abitazioni sfitte, magari ereditate dai genitori, ma dove non abita nessuno.
Da parte sua il Comune ricorda che «la normativa non è stata introdotta dalle amministrazioni comunali e che le stesse – dice l’assessore Daniele Donati - hanno poco margine di manovra».Intanto però è stata decisa un’apertura straordinaria dell’Ufficio tributi che ieri è stato letteralmente preso d’assalto. «Rimarrà aperto – conclude l’assessore – anche lunedì 29 dicembre».
 

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