Il dolore
Bagarre dei 5 Stelle in consiglio
Gli attivisti con i cartelli contro l’amministrazione: «Non rispetta le opposizioni»
ROSIGNANO. Scontro acceso ieri pomeriggio in consiglio comunale tra il gruppo di maggioranza e il M5S. La presidente Caterina Giovani lo ha chiuso ufficialmente dopo l'intervento del consigliere Francesco Serretti e dopo che alcuni attivisti del movimento, in segno di protesta, hanno alzato in silenzio dei cartelli. Tra questi: “Chiusura teatro Ordigno”, “Regalo di Natale del sindaco: tasse”, ed “E ora cerchiateci tutti di rosso”. La bagarre si è consumata poco dopo che il capogruppo Pd Luca Agostini ha proposto di inserire all'ordine del giorno la distensione tra Cuba e Stati Uniti. «In mattinata – spiegano gli attivisti – sono state discusse tutte le delibere della giunta ma nemmeno una delle 21 mozioni e delle 11 interpellanze. Dopo la ripresa del consiglio nel pomeriggio, il capogruppo Pd ha fatto una proposta cervellotica senza capo ne coda che ha sconvolto le minoranze». La protesta del M5S, che di fatto ha trasformato il consiglio in bagarre, si è scagliata contro la pesante situazione economica del paese. «Protestiamo – ha detto Serretti – contro questo sistema fallimentare, contro il sindaco e la sua maggioranza per come conducono i lavori in consiglio, senza alcun rispetto per le opposizioni. Le delibere vengono rese disponibili solo pochi giorni prima del consiglio impedendo di fatto un'analisi approfondita. Non vengono inoltre convocate le commissioni». I consiglieri M5S hanno protestato per l'aumento di tasse deciso dal sindaco. «La Tari – ha continuato Serretti, anche a nome dei consiglieri Settino e Becherini – è stata aumentata del 40%, la Tasi dell'1% ed è stata applicata l'addizionale Irpef che prima non veniva conteggiata. Franchi è responsabile in prima persona del fallimento di Armunia e del conseguente deficit di bilancio di oltre 600mila euro». A raccontare il clima che respirano le minoranze anche Luca Simoncini di Rds. «Agiscono così dall'inizio del consiglio e anche questa volta – ha detto – hanno fatto ostruzionismo». Sulla stessa linea Serena Mancini (M5s): «la maggioranza deve smettere di fare ostruzionismo, non è possibile avere mozioni ferme da settembre». Inaccettabile, secondo il capogruppo Pd Agostini «che un istituto democratico come il consiglio finisca in questo modo impedendo di discutere le mozioni. É pericoloso – ha detto - alimentare questo clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni».
Elisa Pastore
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