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Targa Cecina, i capannoni passeranno al Comune

Targa Cecina, i capannoni passeranno al Comune

CECINA. Otto capannoni e un ufficio con tettoia. Il tutto destinato ad entrare nella disponibilità del Comune di Cecina. Per sciogliere i nodi sul futuro degli spazi della Targa Cecina in via Torres...

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CECINA. Otto capannoni e un ufficio con tettoia. Il tutto destinato ad entrare nella disponibilità del Comune di Cecina. Per sciogliere i nodi sul futuro degli spazi della Targa Cecina in via Torres scatta l’acquisizione dei beni al patrimonio comunale. È quanto propone la delibera che l’assessore alla Qualità urbana Giamila Carli oggi presenterà all’approvazione del consiglio comunale di Cecina per chiudere una partita dall’esito tutt’altro che scontato, a cominciare da quel vizio che aveva fatto costruire le strutture in solide mura dove la regola avrebbe dovuto essere la precarietà.

Il Comune di Cecina e l’associazione Targa lo mettono nero su bianco nella convenzione del 27 novembre 1985. Nove anni, poi prorogati di altri venti, per la concessione a titolo gratuito di quel fazzoletto di terra, residuato dagli espropri della zona 167, in via Torres. Strutture prefabbricate che dalla concessione edilizia rilasciata nel 1986 dal Comune alla realtà si trasformano in cemento armato. Nessuno nota la differenza. Passano gli anni, ma lo scorso 31 ottobre i nodi arrivano al pettine. E l’evidenza si fa problema. Soprattutto all’atto di rinnovare la concessione in uso di quel terreno. Tanto che per due volte la giunta porta le carte all’approvazione del consiglio comunale e in entrambe è costretta a fare retromarcia. Non si trova la quadra nelle leggi del diritto amministrativo. E in ballo ci sono immobili stimati per 1,3 milioni di euro che non si sa più di chi sono.

«La proposta è di acquisire gli immobili al patrimonio del comune facendo salva la finalità per cui sono stati realizzati, ovvero la destinazione a svolgimento di attività di tipo sociale e culturale – afferma Giamila Carli –. L’acquisizione sarebbe comunque scattata alla scadenza della convenzione che avevamo proposto». Carli ammette il «vizio» messo in luce dal consigliere d’opposizione Paolo Barabino. «Per le norme edilizie abbiamo la possibilità di demolire il tutto oppure di acquisirlo alla disponibilità pubblica e questo ci sembra l’interesse prevalente – dice –. Perfezionato il passaggio con un successivo atto provvederemo all’assegnazione».

Manolo Morandini

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