Proteste
Porte aperte al Comune Vecchio
Cecina ritrova dopo sei anni uno spazio storico nel cuore della città. Centinaia le persone richiamate dall'evento in piazza Guerrazzi
CECINA. Il via vai è continuo. C’è chi si ferma sulla soglia e chi si avventura nelle sale del Comune Vecchio. Un gioiello ritrovato, a sei anni dalla chiusura. E per l’occasione della riapertura vestito a festa. Due i tagli del nastro. Quello istituzionale all’interno della sala consiliare prima dell’apertura dei lavori, poco dopo le 14. E quello in piazza, quasi cinque ore dopo, in scia alle note del coro Joyful gospel. Silenzio. Un breve saluto. E poi il taglio che prelude al brindisi in piazza. E di nuovo la musica a riscaldare il clima.
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Si volta pagina. Il cantiere a singhiozzo, chiuso dopo più di un colpo di scena, e i ripetuti stop imposti dal patto di stabilità restano fuori dalle sale di Comune Vecchio. Niente sfarsi, ma un intervento di restauro che restituisce il fascino di uno spazio dove a dare la cifra è l’affresco di Sirio Bandini e l’ammonimento di Brecht: “Se si deve cantare nei tempi oscuri allora si deve cantare dei tempi oscuri”. Il tutto in una sala consiliare intitolata alla memoria della staffetta partigiana Primetta Cipolli. Il sindaco lo ripete come un mantra: «Si riparte, questa apertura è una svolta concreta». Lo sottolinea anche di fronte alle centinaia di cecinesi accorsi per l’occasione: «Finalmente una città che sorride, nonostante le difficoltà che sappiamo bene esserci questa inaugurazione è il disegno che si può ripartire e avere fiducia perché ci sono tutte le condizioni per riuscire».
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